Lago del Moncenisio, due passi in paradiso

Data trekking: 08/11/2014

Curiosità : 
Il Lago del Moncenisio (in francese Lac du Mont-Cenis, in francoproverzale Lèc du Moueini, in piemontese Lagh ëd Monsnis) è un lago artificiale che si trova nei pressi del colle del Moncenisio, quasi allo spartiacque tra l’italiana Val di Susa e la francese valle della Maurienne.

Oggi ci rilassiamo!

E’ bello partire sempre con dei buoni propositi, bisogna poi però vedere se riusciamo veramente ad attenerci al piano. Solitamente no!

La nostra giornata di relax oggi prevede una passeggiata al Lago del Moncenisio. L’abbiamo visto più volte da lontano, da altre vette, ma, almeno io, non ci sono mai andata. Partiamo, uno zaino in due e quasi vuoto, evento che ha dell’incredibile, cagnolino al suo posto in macchina. Bastano pochi chilometri per renderci conto che, come al solito, il nostro piano subirà lievi variazioni: “COLLE DEL MONCENISIO: CHIUSO“.

Ottimo! Ma non basta così poco per fermarci, la nostra piacevole passeggiata al lago si è appena allungata quel tanto che basta per arrivare da dove la strada è chiusa al lago, qualche passo in più.

tornanti per il Lago del Moncenisio

Che saranno mai quei quattro tornanti?!? Ci incamminiamo, cagnolino al seguito, e ci godiamo la tranquillità di questa strada deserta, circondata dai forti colori dell’autunno: alberi rossi e gialli, cielo blu e prima neve a punteggiare le cime, una piccola cascata che scende a valle e crea un’atmosfera fantastica.

Quasi arrivati all’ultimo tornante, scopriamo che l’italiano medio non è in grado di leggere i cartelli. Una macchina, seguita poi da altre poco dopo, incurante dei cartelli a fondo valle, ci sfreccia a fianco, sotto i nostri sguardi increduli.

Premetto che neanche noi seguiamo le regole alla lettera -eh già, italiani anche noi!- ma se una strada, di montagna per di più, è chiusa, un motivo ci sarà e bisogna fermarsi. Peccato che non tutti la pensino come noi, e che, ahimè, tutte le macchine che incontreremo abbiano targa italiana.

Mia al Lago del Moncenisio , cane

Raggiunti i vecchi alberghi e la cima del colle, decidiamo di abbandonare la strada e tagliare per la collina erbosa coperta di neve, per la felicità di Mia -il cagnolino. E’ solo il primo weekend di novembre, ma la neve già copre tutto, non è molta, giusto qualche centimetro, ma è emozionante vedere che l’inverno è finalmente arrivato.

Il nostro rapporto con la neve è amore e odio: amore, significa paesaggi imbiancati, snowboard, baite e sciate, ma anche odio, perché vuol dire che i nostri weekend in tenda son finiti, e raggiungere le vette diventa molto più difficile.

Poi, finalmente, dopo palle di neve e scivoloni, raggiungiamo la diga. Ancora qualche metro e si apre davanti a noi lo spettacolo del Lago del Moncenisio, un piccolo angolo di paradiso.

Lago del Moncenisio panorama

E’ grande, non il solito laghetto di montagna a cui siamo abituati -è un diga in effetti, ovvio che non sia piccola!- e il fondo roccioso gli dà una trasparenza ed un colore insolito, non il “solito” verde o turchese acceso, ma un blu scuro.

Non c’è vento, giusto una leggera brezza ad increspare l’acqua. La temperatura non è alta, ma il sole scalda ancora abbastanza.

Lago del Moncenisio

Qualche foto è d’obbligo, ma è difficile riuscire ad immortalare la bellezza del luogo e la sensazione di libertà che trasmette. Cime imbiancate a circondarlo, solo il leggero scroscio dell’acqua a riva, è pura felicità!

libertà al Lago del Moncenisio

“Le acque tranquille di un lago riflettono le bellezze che lo circondano; quando la mente è serena, la bellezza dell’io si riflette in essa.”

Belur Krishnamachar Sundararaja Iyengar

La fame comincia a farsi sentire. Il piano iniziale prevedeva un ottimo pranzetto in qualche posticino tipico, magari un buon piatto di polenta. Peccato che tutto sia chiuso, il paesino più vicino, a stima, a più di mezz’ora a piedi verso la Francia e senza certezze di trovare qualcosa di aperto.

Scendiamo, non c’è fretta se non lo stomaco che brontola, ma ci prendiamo il nostro tempo per ammirare quanto ci circonda. Una brevissima deviazione -attirati dal fumo che esce da un camino, possibile indicazione di cibo!- ci dirigiamo verso l’antico paesino, ormai totalmente diroccato, di La Grande Croix.

Ne rimane integra solamente una casetta, ben tenuta, ma, purtroppo per noi, casa privata e non bar o ristorante. Ormai affamati, ci incamminiamo lungo i tornanti.

Moncenisio e La grande croix

Impossibile non pensare a quanto sia triste che certe piccole meraviglie siano ormai abbandonate e dimenticate. Un paesino caratteristico, giusto qualche casa, che potrebbe attirare turisti. Certo, non è facile vivere quassù, ma se ne venisse data la possibilità, con il giusto sostegno, sono sicura che qualcuno pronto a prendersi cura di questi antichi gioiellini ci sarebbe.

Noi ci offriremmo volentieri!

A questo punto, tornati alla macchina, ci dirigiamo verso il nostro pranzetto, nella speranza che anche altri si accorgano di questi meravigliosi posti dimenticati e si faccia finalmente qualcosa.

Buon appetito!

“Non esistono proprie montagne, si sa, esistono però proprie esperienze. Sulle montagne possono salirci molti altri,ma nessuno potrà mai invadere le esperienze che sono e rimangono nostre.”

Walter Bonatti 

AP

%MINIFYHTML9e1df38c7e73516f75dbf140953c12bf9%

 

2017-05-30T23:10:04+00:00

Leave A Comment