Notti fuori casa, tra tende, ostelli e divani altrui

Fin da piccoli, andare a dormire fuori, a casa di amici, è sempre un’esperienza magica e divertente.

 Alba al rifugio della Balma, tra noi ed il sole solo una leggera tenda

Alba al rifugio della Balma, tra noi ed il sole solo una leggera tenda

Con gli anni però, vuoi per i piccoli acciacchi del passare delle primavere, per la voglia di comodità, perché gli amici magari non vogliono il terzo incomodo in casa propria, sempre più spesso torniamo nel nostro letto, anche dopo la migliore delle avventure.

Ma rimane quel qualcosa di particolare, che dà un tocco davvero divertente, nel dormire fuori casa. Insomma, l’avventura non termina con la cena o la festa dopo cena, ma continua, fino al mattino, con una colazione solitamente diversa dall’usuale, o perché offerta da qualcuno o perché preparata diversamente dal solito.

Ora, non sto parlando di una notte in hotel, quella è per tutti, basta solo avere un po’ di soldi per potersela permettere e poi verremo coccolati e riveriti in base a quanto svuotiamo il portafogli: camere di lusso, colazioni luculliane, spa, terme, piscine, insomma, c’è l’imbarazzo della scelta.

No, questo non fa per noi, troppo facile, troppo comune…troppo caro, soprattutto!

E allora cosa fare quando la voglia di fuggire dal confortevole riparo del proprio tetto è tanta, ma i soldi pochi? Attivate la fantasia e, in primo luogo, decidete una destinazione. Se, come noi, amate la montagna, tende e bivacchi sono la vostra destinazione.

Refuge du Thabor

Rifugio del Thabor, aperto solo pochi mesi l’anno e rifornito solo via elicottero, meraviglioso

In giro per le Alpi, ma non solo, troverete centinaia di rifugi e bivacchi, alcuni aperti solo in alcuni periodi ed altri tutto l’anno. Qual’è la differenza, vi chiederete. La differenza è che un rifugio è gestito – il rifugio del Thabor è il classico esempio, gestito solo qualche mese l’anno – vi aspetta un pasto caldo già pronto ed un letto, in locali riscaldati, ed una buona colazione l’indomani. Un bivacco, invece, non è gestito, spesso è freddo e senza riscaldamento, luce elettrica e comodità varie, i bagni sono davvero un lusso ed il pasto caldo, se proprio non potete farne a meno, dovrete cucinarvelo, talvolta con il vostro fornelletto, per i più fortunati con la cucina che troverete.

Rifugio della Balma

Rifugio della Balma, perfetto per provare l’ebbrezza di una notte fuori, con tutti i comfort

Una notte in bivacco, insomma, è tutta da guadagnare: volete il calore? Accendete il fuoco nella stufa, ammesso che ci sia. Dovete andare in bagno? I boschi son pieni di alberi e rocce. La doccia calda? La farete un altro giorno. Ma non è sempre così, in alcuni bivacchi, di solito quelli gestiti nella stagione estiva, troverete elettricità e, qualche volta, riscaldamento, nei più lussuosi anche un bagno – sull’acqua calda non ci sono speranze, credetemi! Ci è capitato diverse volte di dormire in bivacco: uno molto caratteristico è il San Camillo, forse per la difficoltà ad arrivarci e le condizioni meteo impegnative, una piccola stufetta e niente acqua; poi ci sono il rifugio/bivacco della Balma, dotato di tutti i confort possibili ed il rifugio Noaschetta, che detiene il primato delle comodità con anche un bagno interno. Ma quello che personalmente mi è rimasto più a cuore è il bivacco Sigot: salita impegnativa, panorama mozzafiato, alba proprio di fronte, insomma, quasi il paradiso, avessimo solo avuto un po’ più d’acqua sarebbe stato perfetto.

Bivacco Sigot

Bivacco Sigot all’alba, scaldati dai primi raggi di sole

Se poi desiderate il massimo dell’avventura, del contatto con la natura, dell’essere selvaggio, c’è una tenda sempre pronta ad accogliervi, o se proprio volete il massimo, un’amaca sotto le stelle. Qui cominciano le difficoltà, infatti la tenda è davvero una scelta non adatta a tutti, non in tutti i casi almeno. Intanto bisogna caricarsela in spalla con tutto il necessario, e diventa impegnativo, dipende poi da quanto lontano vogliate andare – non parlo di campeggi attrezzati con macchina parcheggiata un metro più in là! Mettiamo il caso, ad esempio, che vogliate raggiungere il Thabor e poi campeggiare al chiar di luna nei pressi dei Laghi della Margherita, per mancanza di posti letto al Rifugio del Thabor, ecco, lo zaino sarà parecchio pesante, i chilometri tanti e la salita molto impegnativa, ma se ce la fate sarete ripagati da un risveglio senza eguali.

Refuge du Thabor

In tenda sotto il Cheval Blanc, poco distante dal Rifugio del Thabor, una colazione in riva al lago

Certo, non bisogna per forza scalare le vette più alte per godersi una notte in tenda, basta andare in una splendida valle, la Valle Stretta o la Valle Argentera sono a soli pochi passi da Torino e sono meravigliose, attrezzarsi bene e prepararsi ad una notte magari non troppo comoda – i materassini aiutano, ma non troppo – magari non troppo calda – anche in piena estati le notti montane sono fresche ed il falò non si può portare in tenda – ma piena di stelle e sicuramente indimenticabile.

Valle Stretta

Notte in Valle Stretta dai colori vivissimi

E se proprio soffrite il freddo, la montagna non fa per voi e preferite un caldo camping, sulla sabbia, a pochi passi dalla spiaggia e dall’oceano, con bagni e acqua calda a portata di mano, dirigetevi verso la costa! In Italia scarseggiano un po’, soprattutto in alcune località, ma all’estero, in Portogallo e Spagna ad esempio, ce ne sono centinaia, ovunque, più o meno attrezzati e più o meno affollati, per tutte le tasche.

Luz

Luz, Portogallo, caldo e ventilato, l’oceano a pochi passi

Ci sono occasioni, però, in cui non si può piantare la tenda, se state visitando una città, ad esempio, le probabilità di arresto se campeggiate nella prima aiuola sono abbastanza elevate, quindi meglio non rischiare. Ma non sia mai che debba per forza infilarmi in qualche lussuoso e carissimo hotel, anzi, sono queste le migliori occasioni per sfruttare le grandi risorse del Couchsurfing: qualche simpatico abitante del posto sarà, infatti, sicuramente pronto ad aprirvi le porte di casa sua, offrirvi un letto o un divano per dormire, una doccia calda e magari una bella colazione, oltre che la spettacolare occasione per fare una nuova amicizia, vedere il posto con gli occhi di chi lo vive quotidianamente e, perché no, creare le basi per qualche nuova spettacolare avventura. Non deve spaventare l’ìdea di andare a casa di uno sconosciuto, contrariamente a quanto si pensi, non sono tutti serial killer sotto le spoglie di dolci vecchine, basta lasciare a casa pregiudizi e paure infondate, usare un po’ di cautela e tutto andrà bene.

Couchsurfing a Lokken

Couchsurfing a casa di un’artista danese simpaticissima

E se proprio non vi fidate, affidatevi ai siti, sempre più numerosi, come Airbnb dove a prezzi modici potrete affittare un letto, una stanza o una casa intera, a vostro piacimento.

Liseleje

Airbnb a Liseleje, nord di Copenhagen, vetrata sul mare, rapporto qualità-prezzo insuperabile

Insomma, basta stare chiusi in casa, basta aver paura del prossimo ed avere pregiudizi che ci relegano nelle nostre quattro mura e non ci fanno sperimentare nulla; lasciatevi andare, viaggiate, conoscete persone nuove, fate cose che mai avreste pensato di fare, mangiate cose che mai avreste neanche immaginato, regalatevi un giorno da vagabondi ed uno da esploratori, e viaggiate, viaggiate, viaggiate. Non è mai troppo tardi!

Amber

2016-10-13T13:34:11+00:00

5 Comments

  1. thegramcounter 22 febbraio 2016 at 18:19 - Reply

    il bivaccco sigot è stata la mia seconda solitaria 🙂

    • Amber 22 febbraio 2016 at 19:46 - Reply

      Una piccola meraviglia, davvero! Vogliamo tornarci presto 😉

      • thegramcounter 22 febbraio 2016 at 19:58 - Reply

        il mio time lapse di quella gitarella

        • WorldsPaths 23 febbraio 2016 at 9:01 - Reply

          Figata! L’ho visto ieri sera sulla tua pagina Facebook che seguiamo, ma direi che possiamo farci qualche uscita insieme con tenda sulla neve, che ne dici?

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