Rocky Mountains Roadtrip – Giorno 3: Radium Hot Springs

Sveglia rilassata al suono degli uccellini che cantano, il sole è già alto in cielo – qui alba e tramonto sono davvero tanto distanti, soprattutto in questi giorni.

Oggi il programma prevede, principalmente, tante ore di macchina.

Ci alziamo, impacchettiamo tutto – la nostra esperienza di 20 giorni di campeggio dell’estate scorsa, in giro tra Spagna e Portogallo, ci fa avere tempi record per il montaggio e smontaggio campo base! – e siamo pronti per salire di nuovo in macchina.

Ma la prima tappa non è lontana, appena fuori dal parco. L’abbiamo saltata al nostro arrivo perché eravamo stanchi ed ora è arrivata l’ora di andare a vederli: i bisonti ci aspettano!!!

Bisont View

Bison paddock, bisonti all’orizzonte

Ci dirigiamo al Bison Paddock Loop Road, un anello appena entro il confine del Waterton Lakes National Park in cui è possibile guidare e vedere, a debita distanza, questi enormi animali pelosi.

Ed infatti, pochi minuti dopo siamo sulla cima di una collinetta ad osservare i bisonti che si rotolano nella terra, bellissimi. Ma anche pericolosi, meglio tenersi a debita distanza.

Bisont View

Bisonti che giocano e si rotolano nella terra

Ripartiamo poco dopo. Oggi ci aspetta molta strada, quasi 700 chilometri per raggiungere Radium Hot Springs, delle terme naturali all’aperto che danno il nome a questa cittadina, appena prima del confine del parco naturale di Kootenay, dove spenderemo i prossimi giorni, per poi infilarci nel parco di Banff.

Non abbiamo nessuna tappa in mente, per ora almeno, decidiamo di guidare e goderci i paesaggi, e fermarci dove troveremo qualcosa di interessante.

E lo troviamo in fretta: il posto si chiama Frank, ce ne avevano parlato in famiglia, uno spettacolo dalla storia triste. 

Frank, 29 aprile 1903

Sono le 4.10 del mattino, il treno che riporta indietro i minatori sta per arrivare in città, a Frank, quando il macchinista sente un rombo infernale alle sue spalle.

Senza pensarci, innesta la marcia più veloce e riesce a superare il ponte sul Crowsnest River, portando in salvo sé stesso e tutti i passeggeri.

Ancora non lo sa, ma è scampato ad una delle più grandi frane mai documentate in Canada. Quel tragico mattino, dalla picco calcareo della Turtle Mountain, si staccarono 82 milioni di tonnellate di roccia, che, alla velocità di circa 112 km/h, ricoprirono in meno di due minuti tutta la valle sottostante.

Abitanti di Cochrane, 200 km più a est, affermarono di aver sentito il rombo, una sorta di esplosione fortissima, 

La frana ricoprì parte di Frank, tutti gli edifici della miniera e la ferrovia, che fu riaperta in tempi record dopo solo tre settimane.

Oggi, Frank è nota per la Frank Slide, la frana di Frank, causata sicuramente dalla consistenza della roccia e da un inverno molto piovoso, ma sicuramente anche dalle trivellazioni della miniera. La città è stata riposizionata lateralmente, in un luogo più sicuro, e definitivamente abbandonata dai minatori nel 1917, in seguito alla chiusura definitiva della miniera.

E’ diventata un luogo turistico tutelato dallo Stato, uno dei tanti Siti Storici Provinciali dello Stato di Alberta, e suscita ancora forti emozioni vedere cosa la natura sia capace di fare, soprattutto le dimensioni dei cumuli di roccia a perdita d’occhio, in ogni direzione, attorno alla strada.

Non riusciamo a fermarci a Frank, ci vorrebbe troppo tempo, tempo che dobbiamo impiegare per raggiungere la nostra meta, e non possiamo fermarci in mezzo alla strada.

To Radium

Tappa al Crowsnest Lake con un enorme tir in tipico stile americano

Ci fermiamo qualche chilometro dopo, lungo il lago Crowsnest, per una piccola pausa e per fare qualche foto. Proprio mentre siamo fermi, ci raggiunge un tipico tir americano, che decide di dar bella mostra di sé, con il lago come sfondo.

Uno spuntino veloce e ci rimettiamo in macchina, ancora molte ore ci separano dalla nostra meta, e decidiamo di non fermarci più molto.

To radium

Il tipico e onnipresente treno rosso che attraversa il Canada da est a ovest, un rumorosissimo simbolo

Ci concediamo giusto qualche sosta ogni tanto, due passi fuori dalla macchina, una foto ad un lago, una al treno rosso che lentamente va per la sua strada, facendo un rumore incredibile, le sconfinate vette che ci circondano. 

Nessun posto in particolare, solo noi e la strada: percorriamo la statale n.3 e poi ci immettiamo nella n.95 verso nord, uno degli accessi ai parchi arrivando da est.

To Radium

La strada e le sconfinate cime davanti, uno spettacolo che da solo vale tutti i chilometri percorsi

Imboccata la statale 95 il paesaggio cambia, le montagne diventano più alte e cominciamo a vedere le prime nevi sulle cime.

La nostra meta, piano piano, si avvicina. L’aria si rinfresca e le curve si moltiplicano.

Finalmente, dopo tanti chilometri, vediamo il cartello che tanto aspettavamo: Radium Hot Springs 5 km. Ci separa l’ultima collina, ma un ostacolo ci impedisce di arrivare finalmente a destinazione.

Big Horn sheep

Lui ha fame – o lei, chissà! – e l’erba migliore è quella ai lati della strada, quindi decide di attraversare l’autostrada

Una decina di arieti ha scelto il lato dell’autostrada come pascolo prediletto, e continuano ad invadere la carreggiata, fermando le macchine, tutte rispettose ed intimorite dalle possibili testate contro le fragili portiere.

Accostiamo in una piazzola e il gregge decide di venire a brucare proprio a fianco della nostra macchina. Ad un certo punto quasi temiamo di esser caricati, quando uno degli arieti comincia ad indietreggiare ed abbassare la testa, infastidito dal nostro rumore.

Radium

Radium Hot Springs è la casa degli arieti, i padroni sono loro

Li lasciamo in pace, e con molta calma, in coda dietro i cornuti, ci avviamo alle promesse terme naturali. Con nostra grande delusione, si tratta di una classica piscina con trampolino ed una in cui viene incanalata l’acqua a quasi 40 gradi che sgorga dalla sorgente sotterranea.

Per qualche ragione probabilmente sanitaria, l’acqua è piena di cloro ed il classico odoraccio da terme sulfuree è sparito. Insomma, ci godiamo una mezz’ora in piscina, nell’acqua calda, ed una bella doccia – dopo due giorni ci voleva! – per poi dirigerci, rigenerati, al campeggio, dove piantiamo la tenda proprio qui, in mezzo agli alberi!

Radium

Campo base sistemato, bistecca in padella, tramonto…Canada!

E’ ora di riempire lo stomaco, mettiamo sul le bistecche – precotte, dopo tutta la giornata in macchina al caldo – e prepariamo un bel piatto di carotine e mais.

Proprio mentre cominciamo ad arrostire il primo marshmellow, una luce rossa ci dice che è ora del tramonto. Ci precipitiamo due curve più a valle lungo la strada, sulla collina che domina la città di Radium, e semplicemente ci godiamo lo spettacolo.

Radium

Tramonto a Radium Hot Springs, i colori sono indescrivibili

Non c’è più nulla da aggiungere a questa giornata, tornati alla tenda finiamo di gustarci i nostri ormai inseparabili marshmellows, ripuliamo tutto, e buonanotte!

AP

Diario di viaggio

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2016-10-13T13:34:00+00:00

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