Vancouver e dintorni – Giorno 1

Siamo partiti ieri, una delle nostre solite partenze all’ultimo, disorganizzati e ancora con la strada poco chiara nei nostri piani sempre azzardati.

Prima notte in macchina, i materassini troppo grandi che non c’è modo di far stare e la location totalmente fuori luogo, in una piazzola a fianco della strada, con un tir-frigo che ci si parcheggia dietro e tiene il motore acceso tutta la notte…insomma, non una delle migliori partenze. Ma, come al solito, non ci perdiamo d’animo, colazione in riva al lago, sotto le montagne, e siamo pronti per una lunga giornata. Colazione a Kamloops, a pochi chilometri da dove abbiamo dormito, dove dimentichiamo anche la borsa – con passaporti, carte di credito, telefoni…tutto! – che ci viene prontamente restituita, con un sorriso e un infarto dopo, dopo essercene accorti ad una trentina di chilometri di distanza ed aver fatto nientemeno che un’inversione in autostrada!

Arriviamo nei pressi di Vancouver, dopo aver percorso un altro bel po’ di chilometri e fatto parecchia coda per entrare nella zona di Vancouver, ci fermiamo nella zona del Surrey, ci pare di capire un po’ la Chinatown di Vancouver, che però ci permette di evitare il pedaggio dell’Highway 1 sul ponte sul Fraser River ed i parcheggi introvabili e carissimi del centro città. Così, parcheggiato facilmente a fianco della stazione dello Skytrain, la metro di Vancouver per soli – diciamo così – 7$, tutto il giorno, compriamo un economico – o almeno più economico delle altre opzioni – biglietto giornaliero della metro, al modico prezzo di 9,75$, che ci permetterà però corse illimitate tutto il giorno.

Vancouver, stiamo arrivando!

Vancouver

Prima fermata in Vancouver, lo Stanley Park, rigorosamente in bicicletta, anzi, in tandem!

Scendiamo alla fermata Waterfront, la più vicina a quello che davvero ci interessa vedere di Vancouver, ovvero lo Stanley Park. La fermata non è proprio vicinissima però, e lo Stanley Park è abbastanza grande da non permetterci di poterlo girare a piedi nella mezza giornata disponibile che abbiamo, così abbiamo la grande idea, noleggiamo una bicicletta, anzi no, un tandem! E qui comincia il divertimento!

Facciamo subito una fermata al Japadog, questi carretti che vendono hot-dog dal sapore orientale tipici di Vancouver, giusto per metter da parte qualche caloria, poi si parte.

Vancouver

E’ ora di pranzo, salmone per la nostra amica foca, Japadog per noi

Non so se abbiate mai provato il tandem, noi, nonostante non ci manchi una buona dose di adattamento e preparazione atletica, abbiamo qualche problema di stabilità: già partire non è semplice, fermarsi e girare è, come minimo, spassoso. Dopo aver rischiato di tirar sotto qualche passante e farci investire più di una volta, raggiungiamo, finalmente, lo Stanley Park, il polmone verde di Vancouver, con i suoi 400 ettari di foresta pluviale a due passi dal centro e chilometri e chilometri da percorrere in bici o a piedi. 

Vancouver

L’autostrada taglia a metà il parco per finire sul Lions Gate Bridge, che porta a North Vancouver, al di là del Burrard Inlet, il fiordo

Giriamo quà e là nel parco, senza una meta ben definita, cercando solo di evitare le salite, decisamente oltre le nostre competenze da principianti sul tandem. Ci godiamo lo skyline di Vancouver da una prospettiva diversa, le foche che giocano a rincorrersi nella baia e si cibano allegramente di salmone freschissimo, i totem degli indiani che una volta abitavano queste terre – o almeno questo ci raccontano i cartelloni di spiegazione – la vista di North Vancouver con le sue inquietanti fabbriche di quello che, dal colore, pare zolfo, così vicine al mare – speriamo esser solo preconcetti da italiano medio – la foresta ed i sentierini al suo interno, tutti ben tenuti, ed il Lions Gate Bridge, sempre trafficato a quanto pare.

Poi è ora, non senza difficoltà, di riportare indietro questo aggeggio diabolico chiamato tandem, non prima però di aver visto il 9 O’Clock Gun, il cannone che tutte le sere, alle 9, spara nelle acque della baia, inizialmente utilizzato per segnalare la chiusura domenicale del porto, alle 6 di sera, ai pescatori, poi per settare gli orologi del porto su di un orario standard. Interessante.

Vancouver

Dopo quasi due mesi in mezzo alla natura, ci si sente minuscoli in mezzo ai grandi grattacieli di questa città di vetro

Tornati al Waterfront e abbandonato per sempre il malefico tandem – d’ora in avanti, singole e comode biciclette! – ci godiamo la città, una piccola pausa a Canada Place, con il suo palazzo, si dice, copiato dal Sydney Opera House – a mio parere, hanno ben poco a che fare l’uno con l’altra, sebbene di Sydney abbia sempre e solo visto foto – per le sue “vele”, e poi, ultimo, ma non ultimo, lo Steam Clock, l’antico orologio a vapore che caratterizza il quartiere di Gastown, la zona antica di Vancouver.

Vancouver

Una rilassante pausa a due passi da Canada Place, ci voleva dopo la pedalata

Purtroppo non abbiamo tanto tempo per visitare bene la città, diciamo che ci interessa poco, come tutte le grandi città d’altronde. Siamo molto più affascinati da quello che ci aspetta domani, a un paio d’ore di traghetto da qui, Vancouver Island.

Stanchi e ormai sulla via del ritorno alla stazione dello Skytrain, ci imbattiamo in niente meno che La Compagnia dell’Anello direttamente da Il Signore degli Anelli. Fa una certa impressione vedersi attraversare la strada da Frodo, Sam, Merry e Legolas!

Vancouver

La Compagnia dell’Anello ha invaso Vancouver!

Ci vuole un momento per capire che sta succedendo, fino a che, girato l’angolo, non ci troviamo nel bel mezzo di uno dei maggiori ritrovi mondiali di cosplay – ci documenteremo più avanti, scoprendo di essere incappati nell’AniRevo, competizione mondiale di anime e cultura giapponese.

Vancouver ci saluta con una serie di personaggi stravaganti, giusto prima di saltare sullo Skytrain che ci riporterà alla macchina.

Vancouver

Pikachu e un non meglio identificato essere in blu ci danno l’arrivederci ad una Vancouver stravagante

La serata non è finita, ovviamente. Ci aspettano 40 minuti di metro e poi un’altra oretta di macchina, una cena vietnamita  e una notte in macchina, da qualche parte vicino alla banchina, per essere i primi in coda per il primo traghetto per Victoria, domattina.

Non ci facciamo mai mancare nulla!

Buonanotte, a domani

AP

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2017-08-02T17:33:02+00:00

3 Comments

  1. Saxintosh 21 novembre 2015 at 0:31 - Reply

    ma… nella penultima foto: perché i passanti hanno una faccia così accigliata? Sembrano schifati/arrabbiati/infastiditi!

  2. Marco SognatoreFallito 23 novembre 2015 at 9:03 - Reply

    Prova ad andare tu a Vancouver a novembre in pantaloncini o canottiera!
    La faccia dell’altro mica è pitturata: è cianotico!

  3. Amber 23 novembre 2015 at 9:37 - Reply

    Ahahah potrebbe essere una risposta, anche se a dir la verità era settembre e non novembre (gli articoli non sono in diretta!)
    @saxintosh, credo che il problema sia che gli elementi erano davvero strani ed eterogenei e soprattutto senza prevviso. Saranno rimasti scioccati!
    PS: @marco la ragazza potrebbe anche esser stata cianotica, l’arietta da quelle parti non è mai molto piacevole!

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