Cima Fournier: sole, neve e ciaspole

Data Trekking: 26/03/2016

Informazioni

Le giornate di sole non smettono di susseguirsi e noi ne approfittiamo per andare ad esplorare i Monti della Luna, più precisamente Cima Fournier. Ormai siamo arrivati alla fine di Marzo e c’è una remota speranza di non dover usare le ciaspole, visto che la strada fino al rifugio Capanna Mautino è decisamente frequentata e dovrebbe essere ben battuta.

Lasciamo la macchina a Bousson, nei pressi di Cesana Torinese, iniziamo il nostro cammino e non siamo soli: è sabato speriamo di non trovare il sentiero troppo affollato, per ora abbiamo visto solo qualche solitario escursionista.

Cima Fournier

Partenza! Prima tappa Lago Nero, speriamo senza ciaspole

La prima parte del sentiero è davvero molto suggestiva: sembra di esser tornati nelle lussureggianti foreste canadesi. Di sicuro questo sentiero, di qui a qualche mese, nel pieno dei colori della primavera, darà il meglio di sé.

La neve sul sentiero battuto è ben lavorata dai gatti delle nevi che ogni giorno fanno su e giù da Bousson, per rifornire il Rifugio Capanna Mautino e per portarvi i clienti troppo affaticati dalla vita cittadina per far due passi nella natura.

Inizialmente si tratta davvero solo di una bella passeggiata. Incontriamo due ragazzi che decidono di mettersi le ciaspole, ma per noi è decisamente troppo presto – non le indosseremo se non strettamente necessario! – continuiamo a camminare verso il Lago Nero, la prima tappa di oggi.

 

Cima Fournier

Il sentiero per Capanna Mautino ed il Lago Nero è praticamente un’autostrada nel bosco

L’idea con cui siamo partiti questa mattina era quella di salire fino al Colle del Begino, ma si sa, i nostri piani cambiano spesso. Incontriamo, infatti, due attempati signori molto esperti, che ci consigliano un anello molto più interessante: ci suggeriscono di non passare da Capanna Mautino, ma di deviare a sinistra subito dopo il Lago Nero e salire su, fino a Cima Fournier, da dove si chiude l’anello passando per il Col de Bousson.

L’idea è interessante e ci stuzzica, ma prima dobbiamo affrontare un piccolo ostacolo: è arrivata l’ora di mettersi le ciaspole. Per il nostro amico Danilo è la prima volta, e come tutte le prime volte, anche questa gli mette un po’ di ansia da prestazione. Ma l’ansia passa subito ed infine si inizia a salire con decisione verso la cima.

Ovviamente, sbagliamo subito direzione, ma il navigatore GPS Osmand – una vera meraviglia, talmente bella che ve ne parleremo presto in un post – ci aiuta a ritrovare il sentiero perso. Uno strumento assolutamente immancabile.

 

Cima Fournier

La bella giornata ci permette di vedere le montagne francesi, che spettacolo!

Mentre saliamo verso la cima, lo spettacolo che piano piano si apre davanti ai nostri occhi è davvero da togliere il fiato, con il Pic de Rochebrune ed i suoi imponenti 3.320 mt che svetta sulle altre cime. Con l’aiuto di Peak Finder – altra applicazione utile, ma giusto per togliersi qualche curiosità – riusciamo ad identificare tutte le montagne intorno.

 

Cima Fournier

Peak Finder aiuta a togliere la curiosità e scoprire il panorama

Ormai mancano solo più pochi metri di dislivello per dire di aver conquistato anche questa cima, un ultimo piccolo sforzo.

Qualche passo e arriviamo alla nostra destinazione. Lo spettacolo che si gode dai 2.424 mt di Cima Fournier è totalmente rilassante, non c’è vento, il sole ci scalda e abbronza – mi renderò conto solo a casa che brucia anche parecchio, soprattutto senza crema protettiva! – ed il  manto bianco della neve copre tutta la valle.

In vetta non siamo soli, altre 4 persone ci aspettano, tutti sci-alpinisti. In effetti, è davvero un peccato non poter scendere in fresca con la tavola, sarà una di quelle cose da ricordarsi per il prossimo inverno.

 

Cima Fournier

Ultimi passi per raggiungere Cima Fournier: il fuori programma ci ha decisamente premiato

Siccome abbiamo deciso di percorrere l’anello, la strada del ritorno non è la stessa dell’andata, una bella fortuna poter vedere posti diversi nella stessa escursione.

Come consigliato dai due signori, ci dirigiamo verso il Col de Bousson, ormai senza più faticare visto che è tutta discesa. Camminiamo con facilità e la montagna è tutta per noi, siamo assolutamente soli. Già, il sabato è proprio il giorno giusto per venire da queste partire, probabilmente domani non saremmo stati un secondo da soli, e per quanto sia bello condividere le esperienze e la felicità della montagna, la pace ed il silenzio di questa giornata è impagabile.

Ma c’è ancora un’ultima cosa molto importante: la birra fresca che ci aspetta al Rifugio Capanna Mautino, quella che abbiamo saltato all’andata!

 

Cima Fournier

Lo spettacolo dei Monti della Luna, mentre ci incamminiamo verso Col de Bousson

E proprio qui incontriamo tutte le persone che abbiamo evitato deviando dal sentiero battuto: sono tutti seduti ai tavoli del rifugio, intenti a mangiare, molti di loro arrivati comodamente con motoslitte e gatti delle nevi.

Infine ordiniamo il nostro pranzo e ci gustiamo la meritata birra al sole. 1000 metri di dislivello in neanche 3 ore di camminata, con le ciaspole, mettono fame!

 

Cima Fournier

Il Rifugio Capanna Mautino, sotto il caldo sole di una giornata di fine marzo

Soddisfatti e pieni, percorriamo l’ultimo tratto di sentiero verso la macchina. Una bella giornata in compagnia di un amico.

AP … A, questa volta, sta per Attilio 😉


 

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2017-06-01T16:40:57+00:00

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