Bivacco Bonfante e Punta Chersogno…un sogno!

Data Trekking: 25-26/06/2016

Esposizione prevalente: Varie
quota partenza (m): 1704
quota vetta (m): 3024
dislivello salita totale (m): 1320

località partenza: Campiglione (Prazzo , CN )[/su_spoiler]

E’ iniziata l’estate! Quale modo migliore di festeggiare che non un bel giro in montagna, sfruttando tutte le lunghissime ore di luce di questi giorni, i più lunghi dell’anno.

Ci dirigiamo in Val Maira, una delle splendide valli del cuneese, per raggiungere il Bivacco Bonfante e chissà, forse anche Punta Chersogno.

Dopo i lunghi mesi di studio, siamo pronti per ripartire. Arrivati alla piccola borgata di Campiglione, parcheggiamo e ci consultiamo sul miglior sentiero da prendere con chi qui ci vive da sempre e conosce le montagne come le sue tasche, il buon vecchio pastore.

 

Bivacco Bonfante e Punta Chersogno

Ultimi dettagli e poi si parte, il Bivacco Bonfante ci aspetta

Ci incamminiamo, il dislivello per il bivacco non è eccessivo, i canonici mille metri circa, ma i chilometri sono parecchi. Si comincia con una bella serie di tornanti, ancora troppo in basso per superare il caldo afoso.

Poi, raggiunto il piccolo abitato della borgata Chiotti, davvero caratteristico e, stranamente, ristrutturato in gran parte, finalmente ci incamminiamo su un vero sentiero che con un’altra serie di tornanti, molto più stretti, ci porta al Colle del Chiosso, questo pianoro fiorito, meraviglioso.

 

Bivacco Bonfante e Punta Chersogno

Dopo i tanti tornanti su strada, è un piacere camminare tra i fiori sotto questo cielo blu

Superato il pianoro, la Val Maira decide di farci scaldare le gambe e ci presenta un’altra bella serie di tornanti. Ma il pensiero di raggiungere il bivacco e magari il bel Monte Chersogno che svetta sempre alla nostra sinistra, non ci fa perdere d’animo e, nonostante il caldo e la fatica, in breve raggiungiamo la fine della salita.

 

Bivacco Bonfante e Punta Chersogno

I colori di questa valle sono davvero incredibili, complice una giornata perfetta

Arrivati all’ombra del monte Chersogno possiamo intuire – ma siamo ancora troppo in basso per vederlo – dov’è il bivacco: proprio là, sull’altipiano in fondo, giusto sopra la parete di roccia utilizzata per allenarsi dagli scalatori.

 

Bivacco Bonfante e Punta Chersogno

Minuscoli in confronto al Monte Chersogno, continuiamo verso la nostra meta

Ci aspetta ancora un’ultima salita, che passo dopo passo conquistiamo. Poi un lungo traverso dove perdiamo un po’ di quota ed infine gli ultimi ripidi passi che dapprima conducono alla Fonte Nera – una sorgente naturale da cui riempiamo le borracce, stasera acqua pura a cena! – e poco dopo, finalmente, al Bivacco Bonfante.

L’ultima curva ed eccolo lì, con le sue enormi vetrate.

 

Bivacco Bonfante e Punta Chersogno

Ed eccoci, finalmente, al bivacco Bonfante, ci sarà qualcuno ad aspettarci?

Entriamo e…per la prima volta non siamo soli in un bivacco! C’è una coppia di ragazzi che ha già preso posto e si sta godendo il meritato relax – che noi abbiamo interrotto!

Facciamo due chiacchiere con i due ragazzi ed in breve decidiamo che abbiamo ancora tempo prima di cena, per provare a conquistare il Monte Chersogno. Dovrebbe volerci un’ora circa per raggiungere la punta ed il sole è ancora alto, si parte!

 

Bivacco Bonfante e Punta Chersogno

Eccolo lì, maestoso, il Monte Chersogno

Ci incamminiamo inizialmente sul pianoro costellato di piccoli nevai. Poi il sentiero comincia ad essere sempre più in salita, prima lungo un traverso un po’ innevato e poi su, dritti verso il colle, quasi in verticale sulla roccia e gli sfasciumi.

Le gambe sono un po’ stanche dalla camminata di questa mattina ed in breve cominciamo ad essere stanchi, complici anche i tanti mesi di stop passati a casa, ma ormai siamo qui, sarebbe una grande sconfitta ritirarsi adesso.

 

Bivacco Bonfante e Punta Chersogno

Eccola là la croce, l’ultimo sforzo e avremo raggiunto la cima!

L’ultima cresta ed eccoci in cima, sui 3.026 metri del Monte Chersogno!

La vista è uno spettacolo e merita sicuramente la fatica fatta per arrivare quassù, lo dice il nome stesso, è un sogno! Non c’è vento – i ragazzi ci hanno detto di aver trovato vento solo qualche ora fa! – e rimaniamo qui a goderci il panorama e tutte le cime e, laggiù, piccolino, il Bivacco Bonfante.

Poi le nuvole salgono veloci dalla valle e bastano pochi minuti perchè tutto venga coperto, è arrivata l’ora di scendere.

 

Bivacco Bonfante e Punta Chersogno

Una cena in compagnia e tante risate con i nostri nuovi amici e i loro simpaticissimi cani

La discesa è molto più facile, anche se almeno sugli sfasciumi non ci precipitiamo verso valle, per evitare di scivolare.

In breve siamo di nuovo al bivacco ed i due ragazzi ci accolgono con un bell’aperitivo a base di salame e formaggio, accompagnato da del buon vino, un po’ nostro e un po’ loro – già, non si può proprio fare a meno di un bel bicchiere di vino, anche se sulle spalle pesa!

Finito l’aperitivo e la cena, il cielo fuori si è completamente pulito dalle nubi e si è riempito di miliardi e miliardi di stelle, semplicemente fantastico!

 

Bivacco Bonfante e Punta Chersogno

Il Bivacco Bonfante è magnifico anche di notte, sorvegliato dalla Via Lattea

Il classico tè digestivo decidiamo di farlo e berlo fuori, seduti sulle rocce di fronte al rifugio, mentre ci riempiamo gli occhi di questo cielo stellato incredibile e delle lontane luci della città.

Poi è ora di andare a dormire, i nostri nuovi amici domani ripartiranno presto per il rientro e anche Beppe – il suo trasloco delle 9 a Torino lo attende! – deve fuggire ai primi raggi di sole.

 

Bivacco Bonfante e Punta Chersogno

Colazione al Chersogno, cos’altro si può desiderare?

Al risveglio, dopo aver appena aperto gli occhi per salutare Beppe con i primi raggi di sole, scopriamo che i nostri amici sono già andati via, ma magari li ritroveremo in qualche futura gita da queste parti – complice facebook, possiamo contattarli una volta tornati alla civiltà.

Con il nuovo giorno sono anche arrivate nuove energie e, sistemato il bivacco e lasciati gli zaini, decidiamo di conquistare un’altra punta prima di tornare a valle.

 

Bivacco Bonfante e Punta Chersogno

Il luminosissimo e nuovo Bivacco Bonfante, davvero favoloso

Decidiamo di salire al Monte Camoscere e lasciati gli zaini al bivacco, ci incamminiamo. Raggiungiamo prima i fortini e poi il lago Camoscere, poi ci aspetta una serie di ripidi e stretti tornanti che porta fino al colle e, di lì a poco, alla vetta.

 

Bivacco Bonfante e Punta Chersogno

Il Monte Camoscere

Non rimaniamo molto in vetta e durante la discesa incontriamo molta gente: alcuni arrivano dal Pelvo d’Elva, poco distante, altri li incrociamo in salita e molti, moltissimi, ci aspettano giù al bivacco, durante una sosta prima di ripartire. Questa zona è decisamente molto frequentata, sembra quasi di essere in Valle Stretta ad agosto!

Poi, anche per noi, arriva il momento di cominciare la discesa, ci aspettano molto chilometri non vogliamo ritrovarci a dover correre perché la giornata sta finendo.

 

Bivacco Bonfante e Punta Chersogno

Prati fioriti ci rallegrano la discesa, in un’altra soleggiata giornata

Ci vogliono diverse ore per tornare a valle e gli ultimi tornanti sono praticamente infiniti, ma uno dopo l’altro li superiamo e ritorniamo alla macchina. Togliersi le scarpe è uno dei momenti più emozionanti della giornata, come sempre dopo una lunga camminata.

Ce ne andiamo davvero soddisfatti, abbiamo conquistato non una, ma ben due vette e scoperto un altro fantastico bivacco!

AP


2017-06-02T15:59:21+00:00

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