Cima del Pelvo, una salita verticale

Data Trekking: 30/09/2017

Informazioni

E’ da un po’ che non passiamo una bella notte in tenda con falò, l’inverno arriverà a breve e quindi che si fa? Tenda! La nostra meta è la Valle Argentera, ma questa volta ben dopo Brusà del Plan, dove ci siamo fermati diverse volte a tendare.

Ci godiamo una serata davvero rilassante, ridendo e scherzando e chiacchierando, una bella serata tra amici come non capita spesso. Domattina la sveglia suonerà molto presto e ci aspettano poco meno di 1.500 metri di dislivello, quindi una volta finito di mangiare lasciamo che il fuoco pian piano si spenga. Domattina saliremo sulla Cima del Pelvo!

Cima del Pelvo

Un falò, qualche amico e una fantastica serata, tutto qui

Quando il fuoco è ormai ridotto a poche braci e le stelle sono alte nel cielo, ne approfittiamo per scattare qualche bella foto e poi ci prepariamo per dormire: caldi sacchi a pelo ci garantiranno una bella notte di riposo.

Ci infiliamo nelle tende, un augurio di buona notte e poi è ora di dormire.

Cima del Pelvo

Una tendata incredibile in Valle Argentera

Il buongiorno non potrebbe essere dei migliori: un caldo sole ci sveglia con appena un accenno di nuvole in cielo. Non abbiamo fretta, è abbastanza presto e siamo ad appena due passi dall’inizio del sentiero.

Ci prendiamo tutto il tempo necessario per gustarci una buona colazione in mezzo agli alberi, con un buon caffè e tanti biscotti ed un panorama semplicemente fantastico.

Cima del Pelvo

La colazione nei boschi, il perfetto inizio di una giornata di avventure

Pulito e sistemato il nostro campo base – nessuna traccia, come al solito! – lasciamo in macchina tutto quello che non ci serve, riempiamo gli zaini con un pranzo da vetta e qualche vestito pesante per la cima e poi siamo pronti a partire.

La prima parte di sentiero nel bosco è un’esplosione di colori: gli alberi cominciamo a trasformarsi con i colori dell’autunno e la valle è piena di colori, tutti in contrasto con il blu intenso del cielo.

Cima del Pelvo

Il bosco e le sue mille sfumature d’autunno

Il sentiero è breve per il dislivello che percorre e fin da subito è ben ripido: usciamo dal bosco con le gambe che bruciano, il fiatone e completamente sudati. 

Superato il bosco, però, abbiamo qualche minuto di tregua con una parte vagamente pianeggiante – almeno in confronto a quanto abbiamo fatto finora. Ci fermiamo per una piccola pausa e ci rendiamo conto di non essere neanche a metà strada: insomma, si farà fatica oggi!

Cima del Pelvo

L’infinita pietraia che passo dopo passo ci porterà sulla Cima del Pelvo

Pensavamo che la gita della scorsa settimana a Punta Ramière fosse stata dura, ma solo oggi scopriamo cosa vuole dire “davvero dura”: più di 700 metri di dislivello su pietre e rocce instabili con una pendenza davvero impegnativa.

Passo dopo passo, con le gambe che chiedono pietà, raggiungiamo quella che sembra la vetta, dove scopriamo mancare gli ultimi, faticosissimi 5-10 metri di dislivello dopo una piccola conca: gli ultimi passi li facciamo quasi arrancando, per accasciarci tutti insieme ai piedi della croce ma con un sorriso stampato in faccia. Abbiamo conquistato Cima del Pelvo ed i suoi 3.266 metri!

Cima del Pelvo

Gli ultimi incredibilmente faticosi passi per raggiungere la croce di Cima del Pelvo

Rimaniamo abbastanza sulla vetta un po’ perché siamo troppo stanchi per rimetterci subito in cammino, e un po’ perché il panorama è davvero fantastico. 360° di vette ci circondano, in parte sommerse dalle nubi che sembrano panna montata. Per fortuna non fa troppo freddo e possiamo goderci una pausa con pranzo rilassante.

Dopo un bel po’ ci prepariamo per rimetterci in cammino, ci aspetta una discesa davvero lunga e sicuramente faticosa, anche se per certo non quanto la salita.

Cima del Pelvo

Vetta conquistata con molta fatica, ma quanta soddisfazione

La discesa comincia con l’infinita pietraia e pian piano quella che all’inizio è solo una leggera nebbia all’inizio della valle, diventa una bella nebbia e poi, quasi di colpo, eccola che si alza e ci raggiunge.

Quasi al fondo della pietraia ci dirigiamo verso il Nulla, che inesorabile avanza verso di noi e mangia il paesaggio. Ben presto la visibilità si riduce e pochi metri, ma basta poco e buchiamo letteralmente le nuvole per ritrovarci al disotto prima nel pianoro e poi nel bosco.

Cima del Pelvo

Dopo la pietraia, il Nulla ci attende in Valle Argentera

La nebbia e le nuvole si diradano un po’ mentre scendiamo, ma non del tutto. Abbastanza però, da permetterci di goderci i colori del bosco e coprirci dal sole che altrimenti ci avrebbe regalato un’altra bella sudata.

Poi, superato il bosco, cominciamo ad intravedere le macchine al parcheggio e le ultime centinaia di metri di dislivello le facciamo quasi correndo: tempo di salita 4 ore, tempo di discesa solo 2, 4 chilometri per 1.450 metri di dislivello sono davvero una bella sfida.

Arriviamo alla macchina con le gambe distrutte, ma assolutamente soddisfatti di aver concluso un’altra fantastica avventura tutti e 4 insieme!

AP

2017-11-06T08:58:20+00:00

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