Bivacco Blais, la prima neve della stagione

Data Trekking: 08/10/2017

Informazioni

Oggi siamo in Alta Val Susa, poco sopra il comune di Exilles. Abbiamo deciso di scoprire il bivacco gemello del Sigot, dove abbiamo passato tempo fa una fantastica nottata ed abbiamo visto un’alba indimenticabile.

Oggi ci dirigiamo al Bivacco Blais, sperando di scoprire un po’ di colori autunnali in questa favolosa vallata. Partiamo da Grange della Valle, nei pressi del Rifugio Levi Molinari. Parcheggiata la macchina, i ricordi di questa valle affiorano, ma non ripercorriamo i passi già fatti, ci dirigiamo verso destra invece che verso la parte in ombra della vallata.

Bivacco Walter Blais

Sul versante italiano del Colle d’Ambin, boschi e vette creano uno spettacolare paesaggio

L’inizio del sentiero è semplice e molto ben segnalato, facile da seguire, per gran parte in mezzo al bosco, mai troppo fitto visto che ci dirigiamo verso la linea degli alberi. La vegetazione sta cominciando a cambiare colori, a diventare gialla e poi rossa, e camminiamo quasi in silenzio, ammaliati dal paesaggio.

Poi, superato il bosco, il sentiero diventa più impegnativo, la pendenza aumenta e le segnalazioni scarseggiano. Non è difficile seguire la traccia, ma passo dopo passo diventa più impegnativo fino a raggiungere le parti attrezzate con corde fisse.

Bivacco Walter Blais

Diretti verso il canalone che ci condurrà, infine, al Bivacco Blais

Quando ormai cominciamo ad essere stanchi – il bello delle ultime gite sono gli zaini leggeri, così diversi da quelli di oggi, pieni di materiale per passare la notte quassù – eccoci all’inizio dell’ultimo canalone. Non vediamo ancora il bivacco, ma sappiamo che arrivati in cima non mancherà molto.

Passo dopo passo, arriviamo a pochi metri dal colle ed eccolo lì, rosso, il Bivacco Blais! E per non farci mancare nulla, proprio appena sotto il bivacco, ecco che ci accolgono mamma stambecco con i due piccolini.

Bivacco Walter Blais

Il Bivacco Blais, tutto rosso e tutto per noi!

Il bivacco ha 8 posti letti, purtroppo l’illuminazione con il pannello solare non funziona. Ci sono coperte, un tavolo con due panchette e candele.

Bivacco Walter Blais

 

Ci sistemiamo e lasciamo le nostre cose all’interno. Si è alzato un bel venticello, ma è ancora troppo presto per cenare, quindi prendiamo due delle tante coperte disponibili e ci accomodiamo appena dopo il colle, sopra il Lago d’Ambin, ormai già in territorio francese – il bivacco è proprio al confine.

Bivacco Walter Blais

Un meritato momento di relax al di là del Col d’Ambin, con vista sul lago

Rientrati al Bivacco Blais, troviamo una sorpresa inaspettata: non saremo soli questa notte! Incontriamo una coppia di ragazzi che, dopo le presentazioni, ci riconoscono per il blog, le foto ed i racconti ed è solo l’inizio di una lunga serata di chiacchiere e storie.

Per il tramonto decidiamo di salire alla piccola a croce qualche metro sopra il bivacco Blais, per goderci lo spettacolo con vista su tutta la Val Susa. 

Bivacco Walter Blais

Un tramonto infuocato, rosso come il Bivacco Blais, incendia la Val Susa

Andiamo a dormire con il vento che fa tremare il bivacco, ma mai avremmo immaginato il risveglio: Attilio, svegliato da una luce strana, esce per vedere come sia il tempo, ed ecco che si ritrova immerso in una leggera tempesta di neve.

Vediamo il sole a valle e decidiamo di aspettare prima di scendere, nella speranza che il meteo cambi e ci dia la possibilità di raggiungere il Monte Niblè.

Bivacco Walter Blais

Il Bivacco Walter Blais sotto la prima nevicata della stagione

Dopo la colazione – lunga e sostanziosa – il cielo si rasserena incredibilmente in fretta, le vette spuntano dalle nubi e la strada verso il Monte Niblè è ora libera. Con i nostri compagni di avventura acquisiti strada facendo, valutiamo le opzioni e, presa la decisione, partiamo.

Poco più di 500 metri ci separano dalla vetta, 500 metri di roccia e resti di un ghiacciaio ormai ristretto talmente tanto da non esser più un’ostacolo alla salita.

Bivacco Walter Blais

Verso il Monte Niblè dal Bivacco Blais, l’avventura continua!

Senza fretta raggiungiamo il ghiacciaio Ferrand, ormai ritiratosi talmente tanto che si può tranquillamente arrivare al Monte Niblè senza metter quasi piede su ghiaccio.

Solo in alcuni punti si deve attraversare una piccola lingua di ghiaccio, per nulla pericolosa in questo periodo. Con passo sicuro sulle rocce non sempre ben ferme, superiamo il ghiacciaio e arriviamo alla cresta che ci porta dritti dritti alla vetta, eccoci in cima Monte Niblè!

Bivacco Walter Blais

Al riparo dal vento in cima al Monte Niblè, che spettacolo!

Rimaniamo una decina di minuti in cima, ma il vento gelido che soffia dalla Francia ci fa ben presto battere in ritirata, nuovamente verso il Bivacco Blais.

Lasciamo traccia del nostro passaggio nel libro di vetta, una foto ricordo con i nostri compagni d’avventura, nel punto più alto raggiunto, e poi, pian piano, torniamo prima al bivacco dove mangiamo un pranzo veloce, di nuovo con vista lago e poi, senza fretta, torniamo verso le macchine tutti insieme, chiacchierando come amici di vecchia data.

AP

2017-11-16T09:21:03+00:00

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