Aspen flats Cabin, finalmente un tetto sopra la testa

Aspen flats Cabin, finalmente un tetto sopra la testa

Abbiamo ancora il gelo addosso dalla nostra ultima avventura e siamo già in partenza per la prossima: missione “annoiarsi mai” compiuta!

Cerchiamo di sgelarci con una colazione a base di salmone e litri di caffè bollente e poi, mentre guidiamo un’oretta verso l’inizio del sentiero che ci porterà verso la cabin di Aspen Flats, ringraziamo mille volte la Hertz per averci dato questo transatlantico dotato di sedili riscaldati che, finalmente, ci fanno tornare ad una temperatura corporea accettabile dopo troppe ore di freddo.

Il sentiero di 9 miglia che ci condurrà ad Aspen Flats parte dal campground al Russian River dove, al nostro ritorno, speriamo di riuscire a vedere gli orsi che pescano salmoni, ben protetti dall’apposita balconata.

Aspen Flat

Insacchettati e a prova d’acqua, ci dirigiamo verso la cabin proprio laggiù, da qualche parte nella foresta

Parcheggiata la macchina, insacchettiamo tutto negli zaini, poi insacchettiamo gli zaini e per finire ci insacchettiamo noi: non piove – non in questo preciso momento almeno – ma il tempo non promette bene e dopo tutta l’acqua di questa mattina sarà tutto fradicio, e ben presto lo saremo anche noi.

Ci incamminiamo lungo il comodo e lungo sentiero circondati dalla foresta, ma ben presto, superato il bivio per la Barber Cabin – ovviamente era occupata per i prossimi sei mesi – il sentiero si riduce ad una stradina appena accennata immersa nella prateria e la nostra piacevole passeggiata nei boschi diventa un po’ meno piacevole. Al settimo miglio siamo stanchi e non vediamo l’ora di arrivare.

Aspen Flat

Eccoci, la deviazione è arrivata, la cabin dovrebbe ormai essere a pochi passi da noi

Le ultime due miglia sono quasi interminabili e ad un certo punto siamo quasi certi di esserci persi e di aver saltato la deviazione che porta alla cabin Aspen Flats. Cerchiamo di orientarci tra mappa e gps, ma è più difficile di quanto sembri: le distanze sono immense ed esser sicuri con precisione della propria posizione non è semplice.

Infine, dopo un’ultima curva, ecco che appare uno sgangherato segnale in legno: abbiamo trovato la deviazione, ormai ci siamo! E infatti cinque minuti dopo ecco che appare prima un angolo di tetto, poi la legnaia ed infine tutta la cabin nel suo splendore, siamo arrivati ad Aspen Flats!

Aspen Flat

Casa! Per due notti avremo finalmente un tetto sopra la testa

Dopo una veloce esplorazione dei dintorni – fiume, legnaia, bagno in mezzo al bosco – entriamo e…c’è tutto! Una bella stufa e un bel po’ di legna tagliata – dobbiamo ringraziare il signore con famiglia e fucile che abbiamo incontrato all’inizio del sentiero e che arrivava proprio da qui – carte da gioco e addirittura un paio di canne da pesca, ami e retino. Avremo sicuramente di cui divertirci!

Le pance brontolano e rimandiamo foto e video a domani, è ora di cena.

Ci accomodiamo e dopo tanti giorni di cene mangiate in macchina o accampati da qualche parte, è un piacere mangiare seduti, senza la paura di qualche orso che venga a fare cena con noi. Ci godiamo la prima vera cena rilassante ed anche il dopo cena con una bella partita a Scarabeo – uno dei passatempi lasciati qui da qualche buon camminatore.

Aspen Flat

Tentativi, infruttuosi, di pesca al salmone con canne da trota!

Passiamo una notte comoda, calda e rilassante e ci svegliamo a mattina inoltrata finalmente riposati dopo 12 notti di macchina e tenda.

Il tempo non è bello, pioviggina, e la camminata verso l’Upper Russian Lake Cabin, a circa 3 miglia da qui, è rimandata a più tardi o forse a domani, o a quando ne avremo voglia: il bello di decidere il da farsi sul momento è proprio questo, facciamo solo quello di cui abbiamo voglia e quando ne abbiamo voglia.

Facciamo qualche tentativo – vano – di pesca al salmone: i salmoni ci sono, ma le canne da pesca non sono propriamente quelle adatte e le nostre capacità da pescatori sono scarsissime. Tentiamo la via veloce, la pesca con retino, e abbiamo quasi più successo che con la canna, questo dice tutto. Risultato della pesca: zero, niente, nulla!

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Provetti taglialegna! 🙂

Finita l’esperienza da pescatori, proviamo una nuova professione: eccoci nei panni dei taglialegna. Sega e accetta alla mano, ci inoltriamo nel bosco e puntiamo il nostro primo obiettivo, un bell’albero già a terra e pronto per essere affettato. Scopriamo che l’accetta è decisamente il metodo più faticoso e lento e passiamo subito alla sega, decisamente più veloce anche se in fatto di fatica non è che migliori poi così tanto, è un lavoro da uomini duri!

Dopo un po’ abbiamo il nostro bottino, qualche bel pezzo di legno ben affettato e pronto per essere infilato nella stufa. Con due bei sorrisi stampati in faccia, soddisfatti, torniamo verso la cabin dove ci aspetta un pranzetto, non proprio delizioso ma almeno ci riempiamo la pancia.

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Ci basta un raggio di sole e siamo di nuovo in marcia, direzione Upper Russian Lake

Prima di incamminarci verso l’Aspen Flats Cabin, un amico conosciuto su qualche forum ci ha contattati e ci ha detto che se tutto andava secondo i piani, ci avrebbe raggiunto qui oggi, nel tardo pomeriggio. Per sicurezza decidiamo di lasciare un messaggio attaccato alla porta per avvisare che torneremo.

Appena prima di andar via arrivano due ranger di pattuglia che fanno un’ispezione della cabin, verificano che la nostra prenotazione sia a posto e puliscono il fuoco dalle immondizie, poi ripartono con i loro zaini immensi, direzione una piccola piazzola in cui monteranno la tenda, che tempra!

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Upper Russian Lake Cabin, dotata di barchetta e sedia al sole, una visione a 11 miglia di cammino dalla civiltà

Prendiamo un piccolo snack e ci incamminiamo verso la cabin, abbiamo stimato un’oretta di cammino e ci abbiamo preso quasi al minuto perché appena un’ora dopo ecco che vediamo una visione illuminata dal sole, la cabin Upper Russian Lake. Una tipica cabin in legno, al momento completamente vuota – ne approfittiamo per una sbirciatina, è bella quasi quanto la nostra! – con una bella barchetta ormeggiata in riva al lago.

Ci riposiamo un po’ distesi al sole mentre approfittiamo del nostro snack vista lago poi è ora di rimettersi in marcia, siamo abbastanza sicuri che Geoffrey verrà e non vediamo l’ora di scoprire se è vero!

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Bei grossi salmoni rossi sguazzano alla fine dei loro giorni nelle anse dall’acqua bassa dei fiumi

Mentre torniamo indietro, dove il sentiero costeggia il fiume da vicino, troviamo un’ansa dall’acqua bassa dove decine e decine – davvero, sono tantissimi! – di salmoni rosso fuoco sguazzano nelle loro ultime ore di vita, e diversi sono anche smangiucchiati sulla riva, segno che qualche orso è sicuramente nei dintorni.

Decidiamo di non tentare oltre la fortuna e proprio mentre ci rimettiamo in cammino, un’aquila enorme prende il volo dagli alberi dietro di noi: vorremmo riprenderla ma siamo pietrificati, il rumore delle ali è fortissimo e l’aquila è davvero enorme, con un’apertura alare immensa, che spettacolo!

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Dopo tanti giorni di avventure solitarie, finalmente ci sediamo intorno al fuoco con due nuovi amici

Dopo un’altra mezz’ora di cammino rieccoci alla nostra bellissima Aspen Flats Cabin e ad accoglierci troviamo…un lupo! Ci mettiamo qualche secondo – un misto tra terrore e stupore – per accorgerci che il lupo ha il collare e due padroni che ci aspettano all’interno, insieme alle feste di Ox – il cane lupo.

Passiamo una serata rilassante a base di pasti Mountain House liofilizzati con addirittura un dolcetto – abbiamo scambiato uno dei nostri pranzi con una colazione che c’era in cabin – e poi, per finire in bellezza, un bel falò con tanto di marshmellows. Insomma, una di quelle serate che scaldano il cuore e cementano una nuova amicizia.

Aspen Flat

Dopo tante ore di acqua siamo finalmente asciutti e possiamo riposarci

Siamo tutti molto stanchi e dopo le chiacchiere e il tramonto, spegniamo le luci e ci godiamo il meritato riposo, rotto solo dalla campanella-trova-Ox che suona ad ogni movimento – ben presto gliela stacchiamo!

Di notte comincia a piovere, tanto, ed una volta svegli la situazione non migliora. Facciamo la colazione più lunga della storia, sperando in un miglioramento del tempo che arriva solo in parte: continua a piovere ma almeno non forte. Non possiamo far altro che metterci il cuore in pace ed incamminarci a passo svelto e praticamente senza soste per tutte le 9 miglia, ad eccezione di un momento per cercare di vedere l’aquila testa bianca appollaiata su un ramo nella piana.

Arrivati al bivio per la Barber Cabin, quando il sentiero torna ad essere un vero sentiero, siamo abbastanza distrutti: 7 miglia di giungla bagnata con zaino pesante e passo veloce ci hanno provato. Le ultime 3 miglia sono pesanti ma finalmente arriviamo alla macchina. Proviamo anche a fare un tentativo al ponte di osservazione per gli orsi che pescano salmoni, però non siamo fortunati, i salmoni ci sono, gli orsi no!

Prima di finire la nostra lunghissima avventura, decidiamo di fare una fermata cibo: milkshake per loro e un bel burger caldo e sostanzioso per noi, poi loro tornano alle loro vite – con la promessa di incontrarci ancora prima di ripartire –  e noi al nostro viaggio nella terra selvaggia a Nord Ovest.

Qui trovate il Diario di viaggio -> Alaska il grande viaggio

AP

2018-04-10T14:37:45+00:00

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