«Il foliage senza sole sembra una perdita di tempo»: e invece no. Siamo arrivati a Piedicavallo, nel Biellese, un sabato pomeriggio per il foliage dell’Oasi Zegna. Pomeriggio al fiume con i gemelli, poi cena all’area picnic — pasta al pomodoro sul fornelletto, un piccolo fuoco — e tutti a dormire nel furgone, col cielo coperto ma il meteo che prometteva sole.
Domenica mattina, però, il cielo era ancora grigio: nuvole che spegnevano tutto. Vedevi la valle, il sentiero, gli alberi, ma i colori autunnali erano opachi, quasi inutili. È la situazione in cui pensi «così non vale la pena, meglio tornare col sole» e la maggior parte delle famiglie rimanda. Noi abbiamo deciso di fidarci del meteo e siamo partiti verso il Rifugio Madonna della Neve.
I gemelli hanno camminato da soli per due ore, 500 metri di dislivello, senza una lamentela. Gli alberi erano ancora spenti, ma gli amici hanno cominciato a trovare porcini lungo il sentiero: almeno quello era un premio, anche senza sole.
Arriviamo al rifugio (chiuso) e tiriamo fuori il pranzo. E mentre mangiamo, le nuvole si aprono. Il sole arriva. E in quel momento il foliage esplode: gli stessi alberi che dieci minuti prima erano grigi diventano rossi, gialli, arancioni accesi. L’Oasi Zegna per cui eravamo venuti. Il meteo aveva ragione.
I gemelli ricorderanno questo: non solo i colori, ma il momento in cui sono apparsi. Il foliage senza sole sembra una perdita di tempo — ma se parti lo stesso, a volte vieni premiato.














