Natura incontrastata nella Maremma Toscana

Natura incontrastata nella Maremma Toscana

Inverno senza neve, su al Nord, e noi scappiamo al mare, nel bel mezzo della Maremma Toscana.

Purtroppo le montagne non ne vogliono sapere di imbiancarsi e non ci resta che ripiegare sul mare. Un amico che abita a Giannella, un piccolo comune a pochi passi dal Monte Argentario, ci offre la possibilità di fuggire in un posto meraviglioso per un weekend, come si fa a rifiutare?

Certo, le sei ore di macchina per arrivarci, dopo una giornata di lavoro -per qualcuno, una sciata per altri 😉 – sono lunghe, ma una teglia di tiramisù ci accompagna, pronta per festeggiare il ritrovo tra vecchi amici.

Ormai a notte inoltrata, arriviamo finalmente nella lingua di terra che sarà casa per qualche giorno; non c’è nessuno in giro, l’aria sa un po’ di palude e un po’ di mare, sicuramente di natura. Superati i saluti, siamo subito seduti a tavola, per gustarci la prelibatezza torinese in terra toscana e, qualche chiacchiera dopo, tutti a nanna che è stata una lunga giornata.

Ci svegliamo sotto una leggera pioggia ed un cielo nuvoloso, ma la giornata è abbastanza calda da non creare troppi problemi nel passarla all’aperto.

Monte Argentario

La prima tappa è il Monte Argentario. Saliamo per la lunga stradina che porta in cima, giusto sotto le antenne, e con una bella spiegazione su tutto quello che è possibile vedere ammiriamo il paesaggio: l’Isola del Giglio, tristemente famosa, di fronte a noi, l’Isola d’Elba all’orizzonte, appena accennata, l’Isola di Giannutri sulla sinistra e, girando intorno alla cima, la Giannella e Orbetello, in mezzo alla laguna.

E’ davvero uno spettacolo incredibile, l’uomo non ha toccato troppo il paesaggio ad eccezione di qualche casa nascosta nel verde e dei piccoli paesini sulla costa, solo Orbetello spicca tra tutti.

Monte Argentario

La giornata passa così, al Monte Argentario e nei paesini di Albinia e Porto Santo Stefano per colazione e pranzo. E’ davvero rilassante stare qui, pochissima gente, qualche pescatore al porto e nulla più, niente via vai di macchine, il rumore del mare quasi sempre in sottofondo, il vento tra le foglie che concilia il sonno. Ne approfittiamo anche per una rarissima pennichella pomeridiana.

Prima di cena, giusto al tramonto, attraversiamo la strada e siamo in spiaggia, il mare è calmissimo, una tavola. Facciamo quattro passi su e giù per la spiaggia, tra i detriti portati dal mare che verranno puliti con l’arrivo della stagione estiva e dei turisti; è uno spettacolo strano, così diverso da come siamo abituati a vedere, una spiaggia nel suo vero stato naturale.

Di fronte a noi, piano piano, si accendono le luci di Porto Santo Stefano e la collina si illumina mentre gli ultimi raggi di sole si spengono.

Porto Santo Stefano

“Se questo mondo fosse una pianura senza fine, e navigando a est potessimo raggiungere sempre nuove lontananze e scoprire visioni più dolci e strane di tutte le Cicladi o le Isole del Re Salomone, allora sì che il viaggio prometterebbe qualcosa. Ma inseguendo quei misteri che popolano i nostri sogni, o torturandoci a dar la caccia a quello spettro diabolico che prima o poi nuota innanzi a tutti i cuori umani; andando così a caccia intorno a questo globo, queste cose o ci trascinano in sterili labirinti o ci lasciano, sommersi, a mezza strada.”

Herman Melville

Per cena ci spostiamo in un posticino un po’ nascosto, riservato ai locali che ben conoscono questi luoghi. E’ poco lontano dalla statale e indicato solo da un piccolo cartello, percorriamo una strada buia in mezzo ai campi e arriviamo alla nostra meta, il paesino di Cupi e la sua Trattoria Cupi , dove ci nutrono con le specialità del posto, salumi e salumi e ancora salumi ottimi e poi secondi a base di cinghiale e cervo, una delizia. Non riusciamo ad arrivare al dolce, troppo pieni.

Torniamo a casa e ci dirigiamo sotto le coperte. Da queste parti la vita è lenta e scandita dal sole, non ci sono notti folli e serate che durano fino all’alba, una volta tramontato il sole resta poco tempo prima di andare a finire sotto le coperte, e ben ci adattiamo a questo stile di vita.

Al mattino, dopo una buona colazione, ci dirigiamo ad Orbetello per la prima visita della giornata.

lungomare di Orbetello

Anche qui le persone in giro si contano sulle dita di una mano. Ci attardiamo sul lungomare ad ammirare i cormorani che pescano e tutti gli animali della laguna, riserva naturale con divieto di pesca, piena di pesci diversi.

In poco tempo visitiamo praticamente tutta la città, è piccola, ma molto carina.

Ci dirigiamo verso la prima delle due fortificazioni sulle colline intorno a Porto Ercole e basterebbe già solo la strada per ritenerci soddisfatti, completamente immersi nel verde e con una vista magnifica.

Il primo forte, la Rocca Aldobrandesca, è quello più in alto. E’ possibile passeggiare sul vecchio camminatoio esterno, passando dal ponte levatoio e aggirando tutta la fortezza. Uno spettacolo davvero particolare, a fianco a noi le mura antiche della fortezza e appena sotto il mare e la natura, ed il piccolo paese di Porto Ercole riparato dalle colline di fronte.

Porto Ercole

Scendiamo e ci dirigiamo nel paesino per una visita ed uno snack, prima di dirigerci verso il Forte Stella, l’altra fortezza più bassa e parte integrante del paese. Saliamo attraverso le intricate stradine e scalini di Porto Ercole, è come tornare indietro nel tempo. Anche se le case sono in gran parte disabitate, ormai, restano i segni di come doveva essere al massimo del suo splendore.

Saliti in cima al promontorio, riusciamo a vedere dietro le colline, l’Isolotto -si, poca fantasia, si chiama proprio così- ed il promontorio seguente. E’ tutto sempre verdissimo.

L'iSolotto

Ma la vera chicca del luogo, il nostro amico, ce l’ha tenuta nascosta fino all’ultimo. Ci porta direttamente nel cuore della Maremma Toscana, nella Feniglia, la riserva naturale che si trova sull’altra striscia di terra che unisce il Monte Argentario alla Toscana. Non ci sono paesi abitati, è tutto territorio naturale e riserva, pieno di animali abbastanza abituati alla presenza dell’uomo da lasciarsi avvicinare -ricorda molto il parco dell’Orsiera Rocciavrè, nel nostro Piemonte, dove incontrare gli stambecchi è cosa di tutti i giorni.

Qui, però, sono i cerbiatti a farla da padroni, e grazie al pane appena comprato che abbiamo con noi, riusciamo ad attirarli davvero vicini, ci mangiano dalle mani e i più coraggiosi si lasciano avvicinare. Incredibile.

cerbiatti nella Riserva naturale Feniglia

L’ultima tappa, sulla strada del ritorno, sono i fenicotteri rosa, che possiamo avvistare dalle postazioni disseminate lungo la riva della laguna.

Il tempo è trascorso in fretta, ed è quasi ora di rimetterci in macchina e tornare verso Nord. Rimane ancora qualche momento, al tramonto, in spiaggia, per ammirare un panorama che dalle nostre parti non è neanche pensabile, le spiagge liguri piene di stabilimenti, infatti, non sono un bello spettacolo ne’ in estate ne’ in inverno, mentre qui è la natura che la fa da padrona incontrastata.

Riserva naturale Feniglia

Torneremo di sicuro, magari in estate, a vedere come cambia il paesaggio e come si riempie di persone con la bella stagione.

“Viaggiare è camminare verso l’orizzonte, incontrare l’altro, conoscere, scoprire e tornare più ricchi di quando si era iniziato il cammino.”

Luis Sepúlveda

AP

2017-06-06T11:19:58+00:00

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