Informazioni

Data trekking: 13-14/09/2019

difficoltà: EE [scala difficoltà]
esposizione: Varie
quota partenza (m): 1.497
quota vetta/quota massima (m): 3.157
dislivello totale (m): 1.729

località partenza: Pian della Clavalitè(Aosta)

Traccia GPS: https://www.gpsies.com/map.do?fileId=wdwgqxlwtysrjuat

 

L’autunno sta arrivando con i suoi colori e profumi ed abbiamo una new entry nel gruppo pronta a scoprire le nostre avventure del weekend. Scegliamo una meta non troppo difficile ed un bel bivacco comodo: andremo a conquistare il Mont Glacier partendo dal bivacco Borroz, una sicurezza con le sue comodità, ottimo come prima esperienza.

Già sappiamo che sarà una notte affollata e ne abbiamo certezza al parcheggio, già pieno a metà mattina. Con noi si incamminano anche due famiglie con bambini ed uno dei papà parte quasi di corsa per andare a prendere i posti per dormire – una mossa non simpatica a dir la verità!

M. Glacier

I colori dell’autunno sono un po’ in ritardo, soprattutto in basso, ma il sentiero è una garanzia di panorami degni di fotografie

Il sentiero lo conosciamo bene, ci siamo già stati diverse volte la bivacco Borroz: una lunga sterrata che sale su mai troppo ripida, quasi sempre immersa in un bel bosco fino a che non sbuca nella vallata dove sorge il bivacco. A passo lento e costante ci incamminiamo su per i larghi tornanti, distanziando quel che basta le due rumorose famiglie. Non abbiamo fretta, è presto ed è una bella giornata, meglio goderci il sole per quanto possibile.

Nel primo pomeriggio, dopo qualche ora di cammino e tantissime pause per raccogliere lamponi e mirtilli e fotografare i panorami dai colori intensi, ecco che arriviamo al Bivacco Borroz. Ci basta vederlo da lontano per capire che non solo non saremo soli, probabilmente saremo anche di troppo: un bel gruppo di ragazzi è già seduto fuori a godersi la giornata e tanti altri arriveranno ancora.

M. Glacier

Il Bivacco Borroz, una garanzia di comodità e di panorami fantastici

Entriamo nel bivacco sotto gli sguardi di tutti i presenti: i letti sono tutti occupati, anche volendo stringersi saremmo davvero troppi per una stanza sola. Preferiamo sistemarci nella seconda stanza da pranzo a fianco della cucina, per terra, di modo da non aver problemi con i cani – per esperienza, in più di 25 in una stanza c’è ben poco da dormire!

Comunicato agli altri la nostra decisione, preferiamo allontanarci ed andare a far due passi prima di cena. Ci dirigiamo al Lago Lavodilec, avevamo già avuto modo di passarci una volta con un bel salto nell’acqua gelata. La passeggiata è breve e semplice, perfetta per scaldarci visto che la valle è in ombra già a metà pomeriggio. Rincorriamogli ultimi raggi di sole e sulla strada incrociamo una bellissima piccola baita privata.

M. Glacier

Un romantico momento di pausa alla piccola baita privata poco sotto il Lago Lavodilec

Arrivati al lago Lavodilec, ci rilassiamo e facciamo giocare un po’ i cani che sguazzano felici nell’acqua gelida e corrono come matti. Decidiamo di prendere la via diretta per il rientro e puntare giù dritti verso il bivacco, seguendo una traccia di sentiero. Scivolando a tratti, molto velocemente raggiungiamo il grosso sentiero e appena prima che arrivi il buio, eccoci di nuovo al bivacco Borroz.

M. Glacier

Grandi sorrisi e facce fotogeniche: l’autunno riempie di gioia

Il bivacco è davvero affollato: durante la nostra assenza sono arrivate diverse altre persone ed il conto ora supera le 30 persone. Facendo ragionare gli ultimi 4 ragazzi, arrivati tardissimo, senza nemmeno i sacchi a pelo e davvero di troppo, riusciamo a fargli capire che non ha senso rimanere. Al piano di sopra si sono stretti e hanno fatto spazio a qualche altra persona, un piccolo gruppetto di 4 persone dormirà in cucina e per noi c’è la stanza a fianco.

Mangiamo a rate, alternandoci ai fornelli e ai tavoli. Purtroppo non tutti sono abituati e attrezzati alla vita da bivacco: c’è chi non lava e asciuga i piatti, che rimane a lungo a tavola a chiacchierare e chi non considera gli spazi degli altri, insomma, manca un po’ di cultura di montagna!

M. Glacier

Con le pance piene, ci riempiamo anche gli occhi del meraviglioso spettacolo offerto dalla Via Lattea

Dopo cena, visto che la serata non è così fredda, qualcuno accende un falò sul retro del bivacco, mentre noi preferiamo allontanarci un po’ e goderci lo spettacolo della notte e delle stelle. Il cielo è completamente terso e la Via Lattea è uno spettacolo davvero meraviglioso.

Rimaniamo a lungo fuori ad ammirare le stelle, ci sono anche molte stelle cadenti e ne approfittiamo per una passeggiatina nei dintorni. Poi decidiamo di andare a dormire, domani ci aspetta una lunga camminata e dobbiamo essere in piena forma, e la notte non si preannuncia proprio tranquilla e rilassante.

M. Glacier

Durante un momento di pausa durante la salita, ci godiamo lo spettacolo dei laghetti e delle vette

Il risveglio è movimentato, siamo tra i primi a svegliarsi e cominciamo subito a prepararci e fare colazione, per toglierci da questo posto affollato il prima possibile. Sistemata la nostra stanza e chiusi gli zaini, siamo pronti a partire ben prima che tutti siano in piedi: molti degli altri torneranno direttamente a valle, più possibilità di avventure solitarie per noi!

Prendiamo il sentiero che ci porta diretti verso il Col Fussy, a 2.910 metri, percorrendo la maggior parte del dislivello di oggi. Arrivati al colle, le gambe son belle calde e vediamo chiaramente la nostra meta: un bel percorso che segue la linea di cresta e poi sale su per ripidi tornanti dritto verso la vetta. Con calma e senza fretta, passo dopo passo per non metter fretta all’ultima arrivata, soprattutto quando il sentiero diventa un po’ più impegnativo, ecco che raggiungiamo la vetta del Mont Glacier, 3.138 metri!

M. Glacier

Con la sensazione di essere arrivati in cima ad una vetta inesplorata, eccoci sul Mont Glacier

Il panorama, dalla croce di vetta, si apre tutto intorno a noi, 360° di vette e creste immerse in una leggera bruma che le rende davvero sceniche. Fa ben freddo quassù, tira un venticello davvero freddino e non riusciamo a rimanere a lungo in vetta. Giusto il tempo di uno snack veloce ed ecco che siamo di nuovo in cammino, questa volta verso valle, ma non per la stessa strada di salita.

Abbiamo deciso di chiudere l’avventura con un bel giro ad anello, passando per il Col d’Etsely e poi il Lago Margheron e ancora giù fino a ricongiungerci dopo una lunghissima camminata, davvero lunga, quasi infinita, al sentiero che ci porta alla macchina.

M. Glacier

Un sentiero che non finisce mai, passando tra sole ed ombra, valli e colli, laghi e boschi

Quando ormai le gambe sono davvero stanche, soprattutto per la nostra nuova amica, non abituata a più di 1.500 metri di discesa, ecco che finalmente arriviamo al Pian Clavalitè: un ultimo sforzo per risalire gli ultimi pochi metri di strada asfaltata, ed ecco la fine dell’avventura!

La nostra macchina è l’ultima, tutti i nostri compagni di nottata affollata sono già a casa, mentre noi ci siamo meritati la soddisfazione di chiudere questo lungo e bellissimo anello.