L’allegra combriccola in Valle Argentera

Data Trekking: 08/06/2014

quota partenza (m): 1.925
quota vetta (m): 2.925
dislivello complessivo (m): 1.000

Accesso:

Da Sauze di Cesana seguire la strada per Sestriere; al primo tornante, imboccare la sterrata per la Valle Argentera raggiungendo Brusà del Plan, dove si può parcheggiare la macchina.

Sabato, sveglia tardi, mattinata persa, pomeriggio di shopping e si arriva a destinazione che il sole sta già calando.

Correre a trovare la legna -siamo in montagna e la sera non è mai calda- trovare un punto in piano e senza pietre -come se fosse facile- per piantare le tende, montare le tende passandosi l’unica torcia disponibile-furbissimi, come al solito- accendere il fuoco con un accendino, poca esperienza a riguardo e paglia introvabile.

Ottimo prologo di un disastro, insomma.

E invece no, tende montate, magari non perfette ma stanno su almeno fino al mattino seguente -sorvoliamo sul fatto di aver trovato una location non propriamente pianeggiante, con relativo rotolamento uno addosso all’altro per tutta la notte!- fuoco acceso, oserei dire con gran successo -probabilmente i pastori si son chiesti se volessimo incendiare tutta la valle- e…pizza fredda riscaldata alla ben e meglio sui carboni mangiata. Una buona bottiglia, anzi, una bottiglia -sul buona ci sarebbe molto da discutere- di vino rinfranca gli spiriti e ci godiamo finalmente musica, fuoco e stelle.

falò in valle argentera notte

Che dire, il cielo terso ci regala uno spettacolo che non capita spesso. Non una nuvola, niente luna, troppo bassa e dietro le montagne, ma stelle, stelle ovunque, stelle a perdita d’occhio. Non ci sono parole per descrivere ciò che abbiamo davanti agli occhi, ma una vaga idea ce la si può fare…tenda, falò e stelle!

notte in tenda in valle argentera sotto le stelle

“La montagna insegna a vivere: questa frase l’ho udita spesso, ma…non è vera. C’è gente che frequenta i monti da una vita e non ha imparato un tubo! La montagna al massimo regala emozioni a chi è sensibile ed educato.”
Mauro Corona

Il risveglio è insolito almeno quanto la buonanotte: coincidenza vuole che siamo abbiamo piazzato le tende proprio sul tragitto della transumanza. Il nostro buongiorno è segnato da campane e campanacci al collo delle mucche che attraversano il fiume, bevendo dalla stessa acqua con cui abbiamo appena riempito la caffettiera, per un energizzante caffè mattutino -il nostro scarso fornelletto ci offre quattro misere tazzine in poco meno di mezz’ora, un record.

mucche al pascolo in valle argentera

E dopo il piacevole inframmezzo si parte, destinazione Col del Mayt e laghi Fioniere, chissà se ci arriveremo mai, i dubbi ci assalgono già ai primi passi!

in posa davanti al verde in valle argentera

La prima tappa è il pian dei Militi, dove un ospite inaspettato con il suo fedele compagno di viaggio ci aspetta per regalarci scatti con quel gusto retrò che solo un bel Iveco Daily 4X4 sa dare. La cascata sullo sfondo è la perfetta cornice ad una scena già fantastica di suo.

pulmino seventies in valle argentera cascata e verde

Finalmente cominciamo a salire, sul serio, il Col del Mayt ci aspetta, anche se a dir la verità, quelli che non sanno cosa aspettarsi siamo noi. Reduci da una partenza all’insegna della disorganizzazione, non abbiamo ben idea del percorso: ci fidiamo ciecamente di indicazioni ed istinto, che ci portano a perdere il sentiero ben più di una volta, ad attraversare il fiume alla fine della cascata -che prima ci pareva tanto bella sullo sfondo della valle, ed ora stiamo odiando profondamente- particolarmente freddo, profondo e scivoloso.

Alla fine ritroviamo il sentiero, ormai coi piedi fradici e sudati marci -il sole non fa sconti, solo l’aria fresca ci allieta ogni tanto- e cominciamo la vera salita. L’acqua è finita da un po’ e le mucche al pascolo ci hanno fermato dal riempire le borracce al torrente appena attraversato, ma l’unica cosa di cui siamo sicuri è una fontana più in cima.

Ammirando la Valle argentera sotto di noi

Parecchi nevai ci rallentano e ci fanno, ancora, perdere il sentiero. Ci tocca allungare parecchio per evitare quelli più grossi e pericolosi, la neve ormai acquosa ha sicuramente scavato sotto la crosta e, vista la pendenza, non è consigliabile passarci sopra senza la dovuta cautela ed attrezzatura.

Raggiunta la fontana, dissetati a dovere e nutriti, la modalità autoscatto è d’obbligo!

Il sole inclemente e la crema protettiva lasciata a valle, sommati all’impossibilità causa troppa neve di raggiungere i laghi Fioniere -tra l’altro non indicati da parecchio ormai- ci convincono ad una veloce ritirata dalla cima, cosa insolita ma, ahimè, necessaria.

selfie sopra la valle argentera neve e montagne

Il nostro amico-con-camioncino è ancora al pian dei Militi, a godersi la fantastica giornata dal suo posto privilegiato, e noi ne approfittiamo per qualche foto molto Seventies.

pulmino anni settanta in valle argentera

Gli esibizionisti non mancano neppure in quota, e l’acqua gelida non ci scoraggia, anzi, una rinfrescata dopo tutto il caldo preso, non possiamo chiedere di meglio; un’ultima valutazione scientifica sulla profondità dell’acqua e forza della corrente e…

bagno nel fiume in valle argentera

…splash!

tuffo in Valle Argentera, bagno

Per l’ultimo tratto del ritorno scegliamo un sentiero diverso dall’andata e passiamo dal rifugio Alpe Plane, chiuso, ma comunque in grado di offrirci una pausa ricca di panorami e meravigliose foto.

La Valle Argentera è verde ed assolata, le prime nuvole della giornata ci vengono incontro da fondo valle portando un fresco venticello che finalmente ci dona un po’ di sollievo dal sole inclemente della giornata.

verde in Valle Argentera, panorama

Attraversato il ponticello, torniamo alle tende ed un’altra giornata volge al termine. Difficile pensare alla città da quassù, sembra solo un vago e lontano ricordo, ma le macchine parcheggiate ci attendono e ci riportano a casa.

Valle Argentera

Qualche ultima foto rubata dal finestrino ci accompagna lungo il sentiero sconnesso verso l’uscita dalla valle, non torneremo presto da queste parti purtroppo, ma non è sicuramente un addio.

Alla prossima, Valle Argentera.

“Ho imparato che tutti, al mondo, vogliono vivere in cima alla montagna senza sapere che la vera felicità sta in come si sale la china.”
Gabriel Garcia Marquez

AP

2017-06-05T14:39:51+00:00

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2 Comments

  1. Marco "fammiunafoto" Fioretti 30 ottobre 2014 at 16:40 - Reply

    Questa sì che è vita!

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