Informazioni

Data trekking: 14/06/2020

difficoltà: EE  [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Varie
quota partenza (m): 1950
quota vetta/quota massima (m): 3.029
dislivello salita totale (m): 1.161

località partenza: Bessen Haut (Torino, Piemonte)

E’ una bella giornata di sole e decidiamo, insieme a qualche nuovo compagno di avventure reclutato in palestra tra i nostri compagni di crossfit del Parco Dora Uptown Barbell Lab, di dirigerci in Valle Argentera. Abbiamo già fatto molte gite da queste parti, ma non ci è mai capitato di salire sul Monte Giornalet e ci sembra un’ottima occasione per non portare i nostri amici subito su qualche vetta impegnativa o in gite troppo lunghe.

bessen haut

Partiamo da Bessen Haut e ci dirigiamo verso il Monte Giornalet che vediamo ben innevato

Speriamo in bene perché ci è giunta notizia che nonostante siamo in giugno avanzato, ha nevicato stanotte e anche abbastanza.

Ci incamminiamo partendo da Bessen Haut, passando per il Bivacco Rattazzo, meta di diverse avventure degli anni passati, e sicuramente anche meta futura, tra tante chiacchiere e una bella passeggiata che dopo un po’ ci porta al pianoro alla base del Monte Giornalet.

salita

Saliamo spediti, sperando di essere sul sentiero giusto, verso la vetta del Monte Giornalet

Arrivati all’attacco della salita finale che ci porterà diretti in vetta al Monte Giornalet, non siamo proprio sicuri del sentiero, sembra molto più ripido di quando non dovrebbe ed è anche innevato. Abbiamo perso la traccia sotto la neve e ora cerchiamo di affidarci al Gps ed alla relazione che abbiamo letto sulla gita. Non sapendo bene dove andare, puntiamo semplicemente verso il colle, dritti su voltandoci indietro solamente per ammirare il paesaggio.

Raggiungiamo il colletto sotto la vetta, ormai non mancano che pochi metri, ma la strada di qui in avanti diventa più impegnativa e la neve a terra ha contribuito a stancare le gambe di tutti. Decidiamo così di continuare solo noi due, il terreno è difficile ed è meglio non rischiare per chi è alle prime armi.

vetta

Gli ultimi ripidissimi passi verso la vetta su un terreno non proprio facile ci portano alla cima

Saliamo la ripidissima parete verso la vetta, a carponi sui detriti scivolosi e sconnessi, che fanno arretrare di un passo ogni due. Non è semplice ma col fiato corso per esser saliti troppo in fretta, eccoci alla croce di vetta del Monte Giornalet. Facciamo qualche veloce foto, ma il tempo sta peggiorando velocemente e soprattutto quassù c’è tanto vento freddo e le nuvole si stanno chiudendo velocemente, meglio scendere.

Ci mettiamo pochissimo a scendere, scivolando praticamente giù a rotta di collo verso gli altri ed il colle. Li ritroviamo tra mille foto e un po’ infreddoliti, così non ci attardiamo e torniamo giù verso il pianoro saltando sulla neve fresca. Ben presto siamo di nuovo giù, fuori dalla neve, diretti verso un laghetto che avevamo adocchiato salendo.

lago innevato

Pausa rilassante per uno snack in riva al lago ancora rinfrescato dalla neve

Giunti sulle sponde del laghetto ci ricongiungiamo con tutti, anche con chi ci aveva lasciato a metà della salita e ci accampiamo sulle rocce per goderci il meritato panino, un frutto e un po’ di cioccolato. Abbiamo tutti i piedi fradici, la neve bagnata ha lasciato il segno, così ne approfittiamo per provare a far asciugare scarpe e calzini con i pochi raggi di sole che si infilano tra le nubi.

Poi anche quei pochi raggi di sole spariscono, il cielo si fa sempre più grigio, e decidiamo che è meglio rimetterci in cammino, non c’è tanto dislivello da fare ma il sentiero è lungo.

pioggia

La giornata finisce con una breve rinfrescata, qualche salto per non finire nelle pozzanghere e degli angoli di cielo blu all’orizzonte

Lungo la strada del ritorno ci fermiamo di nuovo al Bivacco Rattazzo per una breve pausa e gli ultimi snack, qualche risata e tanta voglia di tornare in questo bivacchino bellissimo e perfetto per sfuggire allo stress cittadino. 

Rientrati alle macchine, siamo certi di aver conquistato i nostri nuovi compagni di avventure e non vediamo l’ora di programmare le prossime gite!

AP