Data trekking: 26-27/06/2022

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Dislivello (m) : 807
Quota partenza (m) : 1634
Quota max/vetta (m) : 2441
Esposizione : Est
Grado : E

Abbiamo un weekend lungo per il venerdì di festa, ma ne approfittiamo per una bella dormita e per prepararci con calma, alla fine partiamo al solito orario di metà pomeriggio. Ci dirigiamo in Val Maira, alle sorgenti del fiume Maira, fino a qualche anno fa c’era un bel campeggio ormai dismesso e ora dobbiamo accontentarci solo di un posteggio condiviso con qualche altro campeggiatore.

Poco dopo essere arrivati ecco che ci raggiungono due amici con furgone e così possiamo metter su l’organizzazione per la serata: tavolo, sedie per tutti, anche per i nanetti, una cena condivisa e poi tutti a nanna che domani è una lunga giornata.

Ci svegliamo sotto un bel sole e non proprio in fretta, ci prepariamo per partire, mentre i piccoli teppisti fanno amicizia con il bimbo tedesco di un altro furgone parlandosi in chissà quale lingua tra un tedesco e due balbettanti! Finalmente riusciamo a mettere insieme zaini, pranzo per tutti, bambini dentro gli zaini e si parte, direzione Bivacco Danilo Sartore.

Il Bivacco Danilo Sartore, situato a una quota che varia nei report tra i 2100 e i 2200 metri s.l.m. nella suggestiva Val Maira, è dedicato alla memoria di Danilo Sartore, un appassionato montanaro. Questo rifugio, accessibile attraverso diversi sentieri, offre un panorama mozzafiato e si rivela un punto di partenza ideale per numerose escursioni nella valle. Con una capacità di ospitare circa 6-9 persone, mantiene un’atmosfera intima, perfetta per chi cerca un’esperienza di montagna autentica e vicina alla natura, senza servizi come elettricità o acqua corrente.

È una bella passeggiata, mai troppo ripida e sempre agevole, perfetta per ricominciare a prender quota con un bel peso sulle spalle. Dopo una buona metà del percorso e superate le fontane, le due piccole pesti si svegliano e complice un bel venticello fresco, cominciano a lamentarsi. Gli ultimi metri sono fatti a passo spedito, ma eccoci al bivacco Danilo Sartore, un gemello del Gias Nuovo visitato la settimana scorsa. Sfamiamo le due piccole bocche urlanti e poi li lasciamo alla scoperta del bivacco: si arrampicano ovunque ma sono felicissimi di poterlo fare ed è una gioia vederli ridere e rincorrersi!

 

Prima che si faccia troppo tardi, ci rimettiamo in cammino sulla strada del ritorno, proviamo a salire ad una casermetta su un colle vicino, ma il sentiero che sembrava così netto si perde quasi subito, meglio non rischiare di scivolare sulla pietraia, torniamo indietro e salutiamo i nostri amici che fanno un lungo giro passando dal Passo della Cavalla, mentre noi torniamo diretti al furgone dove ci facciamo trovare pronti per un bell’aperitivo a base di salumi e formaggio.

Altro giorno, altro bivacco. L’idea iniziale era di andare solo a fare una passeggiata al lago Visaisa, un’oretta di cammino, però le gambe sono incredibilmente in forma, il meteo è perfetto e il Bivacco Bonelli non ci vede da tanti anni, da un lontano ottobre di sette anni fa e così ci mettiamo in cammino lungo la comoda carrozzabile che ad ampi tornanti che spesso tagliamo, ci fa in fretta prendere praticamente tutto il dislivello. Arrivati al lungo traverso sopra il lago Visaisa, ci accorgiamo di quanto il livello sia basso nonostante la stagione che dovrebbe vederlo quasi al massimo del suo livello.

L’ultima salita ci porta al pianoro dove si trova il Bivacco Bonelli, giusto in tempo i due nani si svegliano e cominciano a chiacchierare dei loro versi per ora incomprensibili, ma sicuramente felici. Non facciamo in tempo a farli scendere che eccoli già a metter sottosopra il bivacco, saltando su tavolo e letti e suonando qualsiasi cosa gli capiti a tiro, riusciamo a farli mangiare degli appetitosi agnolotti e poi comincia la gara di lancio delle pietre. Tempo di rimetterli negli zaini e siamo più stanchi che dopo la salita, per fortuna ora la discesa ci farà riposare un po’ prima di ricominciare a rincorrerli e salvarli dall’ennesimo sgambetto o inciampo.

Rientriamo al parcheggio e troviamo una folla di macchine parcheggiate ovunque, la domenica sta diventando davvero impegnativa se non si trova qualche luogo inaccessibile e sconosciuto! Uno spuntino anche per noi, sistemiamo tutto, recuperiamo i due piccoli teppisti intenti a giocare con le bacchette da trekking e ci rimettiamo in viaggio per il lungo rientro. La Val Maira è lontana, non ci andiamo così spesso e ci dimentichiamo quanto sia lungo il viaggio, però la certezza è che non si rimanga mai delusi dalla sua bellezza! Ci si rivede tra qualche anno.

AP