Informazioni

Data trekking: 11-12/10/2019

difficoltà: EE/F [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Varie
quota partenza (m): 1787
quota vetta/quota massima (m): 3512
dislivello salita totale (m): 1750

località partenza: Gimillian (Cogne , AO )

Dotazione Bivacco:

Posti letto: 10
Presenza di acqua: SI – (nel vicino torrente)
Coperte: SI

Punta Tersiva. L’abbiamo vista più volte da tutti i lati, l’ultima solo la settimana scorsa salendo sul Monte Granero ed ammirandola davvero da vicino, ma non abbastanza per salirci. L’autunno è ormai in piena esplosione, con i suoi colori accesi sparsi qua e là. Ci dirigiamo verso Cogne, al piccolo paesino di Gimillan, dove la nostra avventura ha inizio, insieme ad una coppia di fidati amici.

Ci aspetta una lunga camminata, non impegnativa ma sicuramente molto panoramica, soprattutto in questo periodo dell’anno. Cominciamo a salire e ben presto, dopo aver guadagnato il primo dislivello, ecco che si scende per attraversare il torrente, già sappiamo che odieremo questa poca risalita durante il ritorno.

Tersiva

Una vallata stupenda immersa nei brillanti colori autunnali , sullo sfondo le vette innevate della Valle d’Aosta

Di buon passo e senza affrettarci – abbiamo tutta la giornata – ci incamminiamo verso la nostra prima meta, il Bivacco Muggia-Glarey. Non siamo mai stati in quello che promette di essere un bivacco davvero molto carino, anche se i posti sono pochi e speriamo di non avere troppa compagnia. Ci incamminiamo verso l’Alpe Grauson, passando per la bellissima cascata dell’Alpe Pila, che vediamo solo da lontano.

E’ una bella giornata, qualche nuvola vela il cielo così il sole non ci cuoce troppo nelle ore centrali della giornata, le temperature sono ottime per camminare, né troppo calde né troppo fredde, con una leggera brezza che rinfresca. Prima e dopo l’Alpe Grauson, attraversiamo un bosco che risplende dei caldi colori d’autunno e profuma di bacche di ginepro – abbiamo deciso di raccoglierne un po’ al ritorno, sono davvero profumate e ottime per carni e liquori!

Tersiva

Il ponte che ci porta nella valle colorata e profumata meta della nostra nuova avventura

Le chiacchiere non mancano e le pause tanto meno. Saliamo nel bosco, felicemente all’ombra visto che la temperatura è ben calda. Passiamo da un bosco bello verde, pian piano, ad uno più colorato, pieno di gialli e arancioni, ma quello che colpisce di più sono gli odori dell’autunno: ginepro, timo, e bosco in generale. E’ molto rilassante, il tempo scorre lento ed arriviamo al primo colle con una croce, che merita una pausetta snack.

Tersiva

Acrobazie lungo il sentiero, con la Grivola ad osservare sullo sfondo

Arrivati qui, comincia un lunghissimo traverso che ci porterà alla fine alla nostra meta. Il bosco è finito, però il panorama è sempre affascinante con le vette che spuntano qui e là, qualcuna con ancora qualche nevaio che è riuscito a resistere al caldo estivo, la maggior parte completamente marroni. Quello che manca, almeno lungo il sentiero, è sicuramente l’acqua, non ci sono ruscelli e fiumiciattoli in giro…e come faremo a fare il tè caldo del dopo cena?

Superiamo l’ultimo pianoro, il Pian de la Sabbia dove, per fortuna, scorre un lento rivolo d’acqua quasi secco che arriva dagli ultimi residui del ghiacciaio della Tersiva, ed ecco che su di una piccola collinetta appare il bivacco Glarey-Muggia.

Tersiva

Eccolo qui, illuminato dalla stelle, il bel Bivacco Glarey-Muggia

Scopriamo di non esser soli, c’è un’altra coppia che ha lasciato qui le sue cose ed è in giro, da qualche parte, ad esplorare. Ci sistemiamo, sperando che non arrivi nessun altro e passiamo il tempo fuori – temperatura davvero fantastica – ammirando il paesaggio, le vette, e soprattutto La Vetta, la Tersiva, che svetta proprio davanti a noi, con la sua parete Nord-Est in tutta la sua imponenza.

L’unica nota spiacevole è la quasi totale mancanza del ghiacciaio, ne è rimasta solo una piccola parte sul fondo della parete, destinata a scomparire nei prossimi anni. I detriti morenici lasciano immaginare la grandezza che doveva avere la distesa di ghiaccio che si lanciava giù dalla parete in tempi non troppo antichi, spiace vedere come oggi rimanga quasi solo roccia.

Tersiva

Breve ma intensa, la salita in vetta alla Tersiva, dopo il relax di ieri, è quasi faticoso

Ceniamo a lume di frontali all’interno, fuori si è alzato un bel venticello fresco e dentro si sta molto meglio, anche se non possiamo fare a meno di uscire e goderci il cielo terso e stellato, uno spettacolo davvero immancabile. Al mattino ci svegliamo di buon ora, insieme ai nostri compagni di bivacco che però sono già in fase di discesa. Una gran colazione, lunga e sostanziosa, impacchettiamo tutto e lasciamo gran parte dello zaino in bivacco, non ci servirà lassù!

Ci incamminiamo dritti verso la parete della Tersiva, passando nella piana rocciosa e poi a lato dei residui del ghiacciaio, per poi tenerci sulla sinistra verso la cresta che porta alla vetta. Il sentiero diventa ben presto ripido e scivoloso – si alternano fango e ghiaccio – così non riusciamo proprio ad annoiarci, meglio stare attenti ad ogni passo!

Tersiva

Il fotografo, raramente dall’altra parte dell’obiettivo, mentre osserva pensieroso il panorama dalla vetta della Tersiva

Camminiamo a lungo all’ombra, fa decisamente freddo e ci mettiamo qualche altro strato addosso. Anche raggiunta la cresta continuiamo ad essere in ombra fino appena sotto la vetta, quando finalmente ecco che veniamo illuminati dai primi raggi di sole. E’ una sensazione fantastica, raggiungiamo la cima proprio mentre ci stiamo finalmente scaldando, non c’è nemmeno vento nonostante la quota ed il cielo è quasi completamente terso, giusto qualche nuvola per spezzare il colore blu.

Ci gustiamo la vetta, qualche foto, un pezzetto di cioccolato e tante foto, poi piano piano – e davvero piano visto che il ghiaccio del sentiero non si è ancora sciolto del tutto – cominciamo la discesa, prima per i ripidi tornanti che diventano via via più ampi fino a che raggiungiamo di nuovo le colline moreniche di rocce e sassi.

Tersiva

E rieccoci finalmente al Bivacco Glarey-Muggia, lì, sospeso nel mezzo della vallata

L’ultima parte di sentiero per raggiungere il bivacco è lunga, lo si vede praticamente dalla vetta ma non si avvicina mai, è sempre lì, distante sulla sua collinetta. Camminiamo finalmente di nuovo sotto un bel sole che ci scalda le ossa, dopo la discesa di nuovo in ombra come la salita.  Arriviamo al bivacco e dopo aver rifatto gli zaini, pulito il bivacco – come sempre, si cerca di lasciare meglio di come abbiamo trovato – ci rimettiamo in marcia per il lungo rientro.

Tersiva

Ed ecco il mio nuovo amico, un bel ciuchino bianco e coccolone

Lungo il rientro, poco sopra Grauson Desot, abbiamo una bella sorpresa: finiamo in mezzo ad una mandria di mucche al pascolo, e invece del pastore troviamo un simpaticissimo asinello bianco, coccolone e probabilmente un po’ vecchietto, a cui facciamo tutti un sacco di coccole prima di dover andar via. Ci spiace lasciarlo, ma ha un duro lavoro da svolgere!

Scendiamo giù fino al fiume per poi affrontare la parte più dura di tutta l’avventura, la breve risalita dal fiume nel bosco, una vera faticaccia dopo tanta piacevole discesa. Alla fine, eccoci di nuovo alla macchina, con una bella manciata di bacche di ginepro fresco nello zaino ed una nuova e bellissima avventura da ricordare.

AP